Pamela Bicchi, neopresidente della Fondazione Csn, ha risposto ad alcune domande formulate dai lettori de "La Nazione".
E' vero che il Csn cambierà sede? (Gianna, Prato)
«E' una bella rogna... ma sì, esiste una trattativa lunga, portata avanti dagli Enti interessati: Comune e Curia. Il Csn è una pedina, ma la partita la giocano loro. Diciamo una cosa chiara: il Csn è fatiscente, inadeguato, pieno di barriere architettoniche. E poi c'è poco da discutere: la Curia rivuole la sua proprietà. Quindi ci saranno dei cambiamenti importanti: prima di tutto, diciamo grazie al grande lavoro dell'architetto Centauro e dei tecnici che porteranno avanti il progetto che riguarda gli esterni. Risistemeremo e rimetteremo a norma gabbie, volieri, recinti. Poi ci sarà il trasloco del centro direzionale del Csn, che sarà spostato nel "Foyer europeo" in legno, nella parte di proprietà comunale che oggi non è accessibile al pubblico. E comunque non siamo per dei lavori molto invasivi, valorizzeremo l'esistente, senza cambiare troppo. Un principio deve essere chiaro: una parte del parco deve rimanere ai pratesi. Un'idea mi piacerebbe realizzarla: un'aula didattica chiusa, utilizzabile anche d'inverno...»
Cosa ne sarà del bel museo di Galceti? (Filippo, Montemurlo)
«Lei tocca un tasto delicato. E' un problema. E' in corso una trattativa con i privatiper la colonica vicino al centro, sarebbe la sua sede naturale, permetterebbe anche un incremento turistico. Spero che la proprietà si metta la mano sul cuore: la città ha bisogno di segnali importanti. Comunque, nel frattempo, abbiamo preso in esame la possibilità di spostare temporaneamente il museo in centro, solo per il tempo necessario. Non è la collocazione ideale, ma bisogna fare di necessità virtù...»
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mercoledì 4 maggio 2011
lunedì 19 luglio 2010
"Metropoli": Sì al recupero, no al cemento
L'articolo sull'assemblea tenutasi giovedì 8 luglio a Galcetello pubblicato sul settimanale "Metropoli" venerdì 18 luglio 2010 a firma di Lorenzo Matucci:
Nonostante la soffocante afa estiva sono stati molti i cittadini che hanno partecipato all'assemblea pubblica tenutasi presso la sala consliare della Circoscrizione Prato Nord. Ed è così che, a tre mesi di distanza dalla costituzione del comitato "Per Maliseti. No cemento" si è creato anche quello degli abitanti di Galceti, risoluti nel proteggere le bellezze ambientali del luogo. I relatori della serata sono stati Luciana Becherini e Claudia Giorgetti del comitato "Galceti no cemento", l'architetto Paolo Paoletti, l'urbanista e ricercatore presso l'Università di Firenze David Fanfani ed il presidente della Circoscrizione Nord Alberto Manzan.
I diversi interventi hanno sottolineato due aspetti fondamentali: il primo, accantonare definitivamente l'attuale progetto fortemente proiettato verso un'ingente cementificazione della zona; il secondo, rilanciare il valore della partecipazione attiva della cittadinanza per la crescita e losviluppo della città, dal momento che i grandi progetti hanno una ricaduta sulla comunità intera. [...]
Lo scopo del comitato "Galceti no cemento", che opererà in stretta collaborazione con il comitato di Maliseti, è quello di instaurare un dialogo con la pubblica amministrazione in modo da valutare quali siano le esigenze pubbliche di cui ci si dovrebbe preoccupare. «Nel progetto viene valorizzata la proprietà privata a scapito del bene pubblico. Non possono essere tre privati a decidere cambiamenti urbanistici così importanti», ha dichiatato Paoletti.
Nonostante la soffocante afa estiva sono stati molti i cittadini che hanno partecipato all'assemblea pubblica tenutasi presso la sala consliare della Circoscrizione Prato Nord. Ed è così che, a tre mesi di distanza dalla costituzione del comitato "Per Maliseti. No cemento" si è creato anche quello degli abitanti di Galceti, risoluti nel proteggere le bellezze ambientali del luogo. I relatori della serata sono stati Luciana Becherini e Claudia Giorgetti del comitato "Galceti no cemento", l'architetto Paolo Paoletti, l'urbanista e ricercatore presso l'Università di Firenze David Fanfani ed il presidente della Circoscrizione Nord Alberto Manzan.
I diversi interventi hanno sottolineato due aspetti fondamentali: il primo, accantonare definitivamente l'attuale progetto fortemente proiettato verso un'ingente cementificazione della zona; il secondo, rilanciare il valore della partecipazione attiva della cittadinanza per la crescita e losviluppo della città, dal momento che i grandi progetti hanno una ricaduta sulla comunità intera. [...]
Lo scopo del comitato "Galceti no cemento", che opererà in stretta collaborazione con il comitato di Maliseti, è quello di instaurare un dialogo con la pubblica amministrazione in modo da valutare quali siano le esigenze pubbliche di cui ci si dovrebbe preoccupare. «Nel progetto viene valorizzata la proprietà privata a scapito del bene pubblico. Non possono essere tre privati a decidere cambiamenti urbanistici così importanti», ha dichiatato Paoletti.
giovedì 8 luglio 2010
Un altro comitato contro il cemento a Maliseti
Articolo pubblicato sul quotidiano "Il Tirreno" in data 8 luglio:
Altri cittadini che si organizzano per protestare contro il progetto di edificazione di Maliseti e di riqualificazione del centro di Galceti. Questa sera nella sala consiliare della Circoscrizione Nord, in via VII Marzo, si terrà un’assemblea pubblica al termine della quale dovrebbe nascere un nuovo comitato: «Ma solo - spiega Claudia Giorgetti, una delle promotrici - se in molti accetteranno il nostro progetto: che è quello di dialogare con Comune e Provincia per tentare di capire in via preventiva le consguenze dei progetti di grande impatto e se possibile di riuscire a farci ascoltare».
All’assemblea alla quale parteciperanno anche il Coordinamento di comitati cittadini e il comitato di Maliseti che ha già raccolto 1.600 firme contro il progetto, interverrà anche l’architetto David Fanfani. «L’intervento di edificazione dell’area di Maliseti - spiega Fanfani - insiste su una zona delicatisima sia dal punto di vista ambientale e sia idrico. L’impressione è che - aggiunge - per dare l’ok a una lottizzazione privata di grande impatto, si sia trovato una copertura pubblica con le opere nel parco di Galceti».
Altri cittadini che si organizzano per protestare contro il progetto di edificazione di Maliseti e di riqualificazione del centro di Galceti. Questa sera nella sala consiliare della Circoscrizione Nord, in via VII Marzo, si terrà un’assemblea pubblica al termine della quale dovrebbe nascere un nuovo comitato: «Ma solo - spiega Claudia Giorgetti, una delle promotrici - se in molti accetteranno il nostro progetto: che è quello di dialogare con Comune e Provincia per tentare di capire in via preventiva le consguenze dei progetti di grande impatto e se possibile di riuscire a farci ascoltare».
All’assemblea alla quale parteciperanno anche il Coordinamento di comitati cittadini e il comitato di Maliseti che ha già raccolto 1.600 firme contro il progetto, interverrà anche l’architetto David Fanfani. «L’intervento di edificazione dell’area di Maliseti - spiega Fanfani - insiste su una zona delicatisima sia dal punto di vista ambientale e sia idrico. L’impressione è che - aggiunge - per dare l’ok a una lottizzazione privata di grande impatto, si sia trovato una copertura pubblica con le opere nel parco di Galceti».
venerdì 14 maggio 2010
Tosoni (Lega): «No alla cementificazione»
Un partito contrario alla cementificazione e chiuso ad ogni tipo di compromesso è la Lega. A parlare, intervistato da Lorenzo Matucci di Metropoli, è il commissario provinciale del Carroccio Federico Tosoni: «La Lega è assolutamente contraria ad ulteriori cementificazioni a danno di spazi verdi. Se ci fosse carenza di alloggi, cosa che non mi risulta, sarebbe più giusto ristrutturare gli innumerevoli capannoni dismessi, i palazzi abbandonati, i ruderi. Ma basta col toccare quel poco di verde che è rimasto a Prato. L'unico intervento che ci sentiremmo di appoggiare è la creazione del parco arborato, che costituirebbe un polmone verde in più a tutela della salute...»
Mencattini (Udc): «Eccessivo l'impatto ambientale del nuovo Csn»
La posizione di Enrico Mencattini, segretario provinciale dell'Udc, interpellato da Lorenzo Matucci di Metropoli: «Personalmente non ho avuto modo di vedere il progetto. Così come presentati, sono i lavori del nuovo Csn ad essere di notevole impatto per l'ambiente. Per quanto riguarda la zona di Maliseti, siamo per valorizzare l'area con impianti sportivi, magari un centro ricreativo o un asilo, e qualche villetta che dia continuità a quelle già presenti in via Coppola...»
Carlesi (Pd): «I soldi per il nuovo Csn deve metterli il governo»
Massimo Carlesi (capogruppo Pd in consiglio comunale), intervistato da Lorenzo Matucci di Metropoli, esprime la posizione del suo partito in merito al progetto di ampliamento del Centro di Scienze Naturali di Galceti: «Il nostro gruppo consiliare è contrario alla cementificazione. La questione è questa: nessuno obietta la necessità che il Csn debba avere un ampliamento, ma legarlo all'intervento nella zona di Maliseti è da scartare. E' un'ipotesi urbanistiche che non condividiamo...»
«Il lavoro degli amministratori - continua Carlesi - è di cercare i soldi dove possono esserci. Non capisco perché si chiedano i soldi in Regione: un progetto come quello del Csn è di pertinenza del governo nazionale e della Comunità europea. Mi sembra un alibi, da parte del centrodestra, chiamare in causa la Regione. Bisogna essere bravi a presentare i progetti, a trovare le risorse, a rientrare nei bandi, ed è compito di chi governa fare questo. Vista la grande presenza di ministri a Prato durante la campagna elettorale e la grande amicizia che il centrodestra ha con il governo centrale, potrebbero rivolgersi al Ministero per l'Ambiente...»
«Il lavoro degli amministratori - continua Carlesi - è di cercare i soldi dove possono esserci. Non capisco perché si chiedano i soldi in Regione: un progetto come quello del Csn è di pertinenza del governo nazionale e della Comunità europea. Mi sembra un alibi, da parte del centrodestra, chiamare in causa la Regione. Bisogna essere bravi a presentare i progetti, a trovare le risorse, a rientrare nei bandi, ed è compito di chi governa fare questo. Vista la grande presenza di ministri a Prato durante la campagna elettorale e la grande amicizia che il centrodestra ha con il governo centrale, potrebbero rivolgersi al Ministero per l'Ambiente...»
venerdì 7 maggio 2010
Borchi: «La colpa non è dell'attuale amministrazione»
Goffredo Borchi, vicesindaco ed assessore all'ambiente, intervistato da Lorenzo Matucci di Metropoli: «Dobbiamo ancora vedere il progetto. Ma se vogliamo essere precisi non si può imputare il pasticcio all'attuale amministrazione. Il primo progetto è stato presentato quando c'era il sindaco Marco Romagnoli e l'ex-presidente del Csn Calissi lo aveva firmato. A loro andava bene, a noi sembra un intervento eccessivo. Va trovata una formula: o arrivano i finanziamenti regionali così realizziamo solo l'ampliamento del Csn, altrimenti procediamo con una perequazione, ma sarà tutto da definire cosa dovrà essere dato in cambio. Noi abbiamo tutto l'interesse a tutelare l'area, di grande valore naturalistico e paesaggistico...»
venerdì 26 febbraio 2010
Gilberto Tozzi (direttore CSN): «Non al prezzo di una cementificazione»
Gilberto Tozzi, direttore del Centro di Scienze Naturali, intervistato dal settimanale Metropoli: «Non amo le cementificazioni, sono contrarie alle mie idee, quindi se l'amministrazione comunale sarà in grado di trovare dei finanziatori per il progetto del nuovo Centro di Scienze Naturali sarò ben felice. D'altro canto non credo che Prato possa farsi sfuggire l'occasione di realizzare un progetto importante come quello in esame perché è fondamentale per la città, sia dal punto di vista culturale che occupazionale».
lunedì 22 febbraio 2010
Calissi: «Il futuro del Centro di Galceti non si risolve cementificando»
Interessante intervista di Alessandro Pattume a Massimo Calissi, presidente (dimissionario) della Fondazione Centro di Scienze Naturali di Prato, pubblicata il 21 febbraio 2010 sul quotidiano "Il Tirreno":
«Il progetto dell’architetto Bruno della Bioarkt non ci è mai piaciuto. Nell’ultimo colloquio con i proprietari del terreno chiedemmo espressamente loro che ci venisse venduto il terreno accanto al Centro: avremmo poi cercato i fondi per costruire lì, nella casa colonica abbandonata, la nuova sede del Centro di Scienze Naturali...»
Il Centro di Scienze naturali di Galceti sarà costretto a chiudere i battenti al massimo nel 2012. E’ l’altra faccia della bufera scatenatasi intorno al progetto su Maliseti dell’architetto Bruno della Bioarkt. «Un progetto furbo dal punto di vista imprenditoriale - spiega il presidente dimissionario del centro di Galceti Massimo Calissi - ma cui noi abbiamo sempre detto di no». Massimo Calissi, dimessosi nel giugno scorso da presidente del Centro di Galceti e non ancora sostituito dall’amministrazione, ripercorre a ritroso l’iter di un progetto cominciato più di due anni fa. Ma prima spiega la situazione degradata del Centro di Galceti. «Il Centro chiuderà in due anni se non troverà presto un’altra sede anche solo a livello di progetto attuativo. Innanzitutto per la sede per cui paghiamo l’affitto alla Curia, uno stabile senza riscaldamento di cui i proprietari, sinceramente, paiono disinteressarsi. Uno stabile - aggiunge Calissi - tempestato poi di barriere architettoniche e di conseguenza non in regola con le normative vigenti in materia. In questo momento quindi, il Centro di Galceti, privo com’è di qualsiasi tipo di investimento pubblico o privato, si può permettere solo di accogliere gli animali e fornire qualche consulenza sul territorio».
Il progetto. «L’architetto Bruno ci portò di sua iniziativa, senza cioè che venisse sborsato un euro, il progetto per la riqualificazione della zona. Era un progetto che interessava quello che a tutti gli effetti è ancora un terreno brullo, senza un albero, un terreno agricolo rimasto incolto da tempo immemore - spiega Calissi - ma era anche un progetto molto furbo dal punto di vista imprenditoriale. Prevedeva la costruzione di case per 1400 persone e la costruzione gratuita, grazie agli oneri edilizi, della nuova sede per il Centro, di un parco e di una piccola foresteria. Io mi opposi e si opposero anche gli assessori Curcio e Ciuoffo, che posero dei “paletti” ben precisi - racconta Calissi - così Bruno ripresentò il progetto in forma ridotta, con la costruzione di case per 600 persone. Ci opponemmo ancora e nell’ultimo colloquio con i proprietari del terreno chiedemmo espressamente loro che ci venisse venduto il terreno accanto al Centro: avremmo poi cercato i fondi per costruire lì, nella casa colonica abbandonata, la nuova sede del Centro di Scienze Naturali. In cambio noi promettevamo che quando ci sarebbero state le condizioni avremmo preso in considerazione il progetto - conclude - quindi il progetto non è mai stato approvato perchè non ci è mai piaciuto».
«Il progetto dell’architetto Bruno della Bioarkt non ci è mai piaciuto. Nell’ultimo colloquio con i proprietari del terreno chiedemmo espressamente loro che ci venisse venduto il terreno accanto al Centro: avremmo poi cercato i fondi per costruire lì, nella casa colonica abbandonata, la nuova sede del Centro di Scienze Naturali...»
Il Centro di Scienze naturali di Galceti sarà costretto a chiudere i battenti al massimo nel 2012. E’ l’altra faccia della bufera scatenatasi intorno al progetto su Maliseti dell’architetto Bruno della Bioarkt. «Un progetto furbo dal punto di vista imprenditoriale - spiega il presidente dimissionario del centro di Galceti Massimo Calissi - ma cui noi abbiamo sempre detto di no». Massimo Calissi, dimessosi nel giugno scorso da presidente del Centro di Galceti e non ancora sostituito dall’amministrazione, ripercorre a ritroso l’iter di un progetto cominciato più di due anni fa. Ma prima spiega la situazione degradata del Centro di Galceti. «Il Centro chiuderà in due anni se non troverà presto un’altra sede anche solo a livello di progetto attuativo. Innanzitutto per la sede per cui paghiamo l’affitto alla Curia, uno stabile senza riscaldamento di cui i proprietari, sinceramente, paiono disinteressarsi. Uno stabile - aggiunge Calissi - tempestato poi di barriere architettoniche e di conseguenza non in regola con le normative vigenti in materia. In questo momento quindi, il Centro di Galceti, privo com’è di qualsiasi tipo di investimento pubblico o privato, si può permettere solo di accogliere gli animali e fornire qualche consulenza sul territorio».
Il progetto. «L’architetto Bruno ci portò di sua iniziativa, senza cioè che venisse sborsato un euro, il progetto per la riqualificazione della zona. Era un progetto che interessava quello che a tutti gli effetti è ancora un terreno brullo, senza un albero, un terreno agricolo rimasto incolto da tempo immemore - spiega Calissi - ma era anche un progetto molto furbo dal punto di vista imprenditoriale. Prevedeva la costruzione di case per 1400 persone e la costruzione gratuita, grazie agli oneri edilizi, della nuova sede per il Centro, di un parco e di una piccola foresteria. Io mi opposi e si opposero anche gli assessori Curcio e Ciuoffo, che posero dei “paletti” ben precisi - racconta Calissi - così Bruno ripresentò il progetto in forma ridotta, con la costruzione di case per 600 persone. Ci opponemmo ancora e nell’ultimo colloquio con i proprietari del terreno chiedemmo espressamente loro che ci venisse venduto il terreno accanto al Centro: avremmo poi cercato i fondi per costruire lì, nella casa colonica abbandonata, la nuova sede del Centro di Scienze Naturali. In cambio noi promettevamo che quando ci sarebbero state le condizioni avremmo preso in considerazione il progetto - conclude - quindi il progetto non è mai stato approvato perchè non ci è mai piaciuto».
"La Nazione": Maliseti non è in vendita. Tutti contro il cemento
Salone gremito, venerdì sera, al Circolo Arci "Quinto Martini" in occasione dell'assemblea promossa dal comitato "Per Maliseti. No cemento!", costituito da tutte le realtà associative della frazione per contrastare il progetto di lottizzazione dell'area agricola compresa tra via Coppola, via del Gorello e via S.Martino per Galceti.
«Il Comitato condivide la necessità di migliorare l'attuale sede del Centro di Scienze Naturali - ha detto Paolo Sambo, presidente del Comitato - ma questo non può assolutamente avvenire in cambio di una colata di cemento a Maliseti, in un terreno contiguo all'area protetta del Monteferrato».
Ha quindi preso la parola Giovanni Mosca, presidente della Circoscrizione Ovest e, come cittadino di Maliseti, tra i promotori del Comitato: «Ci opporremo con tutte le nostre forze affinché questo progetto di cementificazione sia riposto in via definitiva. L’area deve mantenere la sua connotazione agricola, non un solo metro cubo di cemento deve intaccare uno degli ultimi corridoi ecologici salvavita rimasti in una piana già densamente urbanizzata. Il progetto avrebbe conseguenze devastanti anche sul piano della viabilità». Mosca ha proseguito dicendo che presto chiederà un incontro al sindaco Cenni ed all'assessore all'urbanistica, e che il Consiglio di Circoscrizione presenterà un ordine del giorno per chiedere di seppelire in via definitiva il progetto di cementificazione della frazione di Maliseti. L'ex parlamentare Mauro Vannoni ha detto che «bisogna salvaguardare l'identità delle frazioni» e che questa battaglia «riguarda tutta la città».
Prosegue intanto la raccolta firme promossa dal Comitato: nelle prossime settimane la protesta coinvolgerà anche le frazioni confinanti per poi estendersi all'intera città «perché l'area interessata è un patrimonio di tutti i pratesi». Molti gli interventi dei cittadini: «E' una battaglia che coinvolge tutta la cittadinanza, senza bandiere politiche, in gioco c'è la qualità della nostra vita, c'è la nostra riserva di ossigeno quotidiana. Alle istituzioni chiediamo trasparenza e capacità di ascolto dei cittadini».
Erano presenti, tra gli altri, anche il presidente della Circoscrizione Nord Alberto Manzan («Condivido le vostre preoccupazioni, apriamo un tavolo comune per individuare altre forme di finanziamento»), il capogruppo del Pd in consiglio provinciale Fabio Rossi («Anche la Provincia vuole trasparenza e per questo chiederà l'istituzione di una conferenza di servizi»), il presidente della commisione urbanistica della Circoscrizione Ovest Monia Faltoni ed il consigliere circoscrizionale Pdl Renato Montagnolo, che ha già raccolto numerose firme e dice: «Convinta adesione al Comitato, il territorio di Maliseti non è in vendita».
"Il Tirreno": Veto bipartisan alla lottizzazione di Maliseti
L'articolo sull'assemblea del 19 febbraio pubblicato dal quotidiano "Il Tirreno":
Un’assemblea da tutto esaurito quella che l’altra sera, al circolo “Quinto Martini” di Maliseti, ha visto riuniti i sostenitori del comitato “Per Maliseti. No Cemento”. Seppellire il progetto di cementificazione. E’ un veto convinto e bipartisan quello emerso da un’assemblea che vedeva tutte le realtà associative della frazione di Maliseti riunite contro la lottizzazione dell’area agricola compresa tra via Coppola, via del Gorello e via S.Martino per Galceti.
Per prima si è alzata la voce del presidente del Comitato, Paolo Sambo. «Ci rendiamo conto della necessità di migliorare l’attuale sede del Centro di Scienze Naturali di Galceti, ma questo non può assolutamente avvenire in cambio di una colata di cemento a Maliseti» ha detto Sambo. «Aderiamo con grande convinzione al Comitato - ha aggiunto il consigliere circoscrizionale Pdl Renato Montagnolo - il territorio di Maliseti non è in vendita». C’era anche il presidente della Circoscrizione Ovest e cittadino di Maliseti, Giovanni Mosca. L’obbiettivo è chiaro e semplice: archiviare per sempre il progetto di cementificazione. «Il terreno a destinazione agricola deve rimanere tale per salvaguardare uno dei pochi corridoi ecologici rimasti in città e per evitare conseguenze pesantissime sulla viabilità della zona. Per questo - ha concluso Mosca - ci opporremo con tutte le nostre forze affinchè il progetto venga archiviato in modo definitivo». E proprio per questo Mosca chiederà un incontro al Sindaco Roberto Cenni e all’assessore all’urbanistica, oltre a presentare un ordine del giorno al consiglio della Circoscrizione Ovest per seppellire il progetto. Insomma, la raccolta di firme continua, il sostegno alla protesta coinvolge lentamente le frazioni vicine e poi il resto della città. «Perchè - sostengono gli abitanti di Maliseti - in gioco c’è la nostra salute e la riserva d’ossigeno di tutta la città. Alle istituzioni chiediamo trasparenza e capacità d’ascolto dei cittadini».
Un’assemblea da tutto esaurito quella che l’altra sera, al circolo “Quinto Martini” di Maliseti, ha visto riuniti i sostenitori del comitato “Per Maliseti. No Cemento”. Seppellire il progetto di cementificazione. E’ un veto convinto e bipartisan quello emerso da un’assemblea che vedeva tutte le realtà associative della frazione di Maliseti riunite contro la lottizzazione dell’area agricola compresa tra via Coppola, via del Gorello e via S.Martino per Galceti.
Per prima si è alzata la voce del presidente del Comitato, Paolo Sambo. «Ci rendiamo conto della necessità di migliorare l’attuale sede del Centro di Scienze Naturali di Galceti, ma questo non può assolutamente avvenire in cambio di una colata di cemento a Maliseti» ha detto Sambo. «Aderiamo con grande convinzione al Comitato - ha aggiunto il consigliere circoscrizionale Pdl Renato Montagnolo - il territorio di Maliseti non è in vendita». C’era anche il presidente della Circoscrizione Ovest e cittadino di Maliseti, Giovanni Mosca. L’obbiettivo è chiaro e semplice: archiviare per sempre il progetto di cementificazione. «Il terreno a destinazione agricola deve rimanere tale per salvaguardare uno dei pochi corridoi ecologici rimasti in città e per evitare conseguenze pesantissime sulla viabilità della zona. Per questo - ha concluso Mosca - ci opporremo con tutte le nostre forze affinchè il progetto venga archiviato in modo definitivo». E proprio per questo Mosca chiederà un incontro al Sindaco Roberto Cenni e all’assessore all’urbanistica, oltre a presentare un ordine del giorno al consiglio della Circoscrizione Ovest per seppellire il progetto. Insomma, la raccolta di firme continua, il sostegno alla protesta coinvolge lentamente le frazioni vicine e poi il resto della città. «Perchè - sostengono gli abitanti di Maliseti - in gioco c’è la nostra salute e la riserva d’ossigeno di tutta la città. Alle istituzioni chiediamo trasparenza e capacità d’ascolto dei cittadini».
martedì 16 febbraio 2010
"La Nazione": Niente cemento e case a Maliseti
L'articolo di Leonardo Biagiotti pubblicato sul quotidiano "La Nazione":
Le firme ci sono, il progetto definitivo ancora no. A Maliseti è scoppiata la guerra del mattone, ovvero una protesta diffusa portata avanti dal comitato "Per Maliseti. No cemento!" promosso fra gli altri dal presidente del quartiere Giovanni Mosca, dall’ex consigliere di circoscrizione Paolo Sambo, che ne è il presidente, dall’ex deputato Mauro Vannoni e da alcuni cittadini come i presidenti di Misericordia e Croce d’oro ed i rappresentanti dell’Ac Maliseti, del bocciodromo, del comitato Insieme per Maliseti e del circolo Arci. In poche ore hanno raccolto 750 firme (e migliaia di adesioni su Facebook), fra le quali quella del parroco del paese, per dire no ad «un progetto di cementificazione massiccia con centinaia di case» che prenderebbe vita tra via Coppola, via del Gorello e via San Martino per Galceti.
Il condizionale però è d’obbligo perché il progetto per ora è sospeso, basta ascoltare il vice sindaco e assessore all’ambiente Goffredo Borchi: «Così com’è impostato quel piano non vedrà mai la luce — ha detto ieri — tant’è che abbiamo chiesto al progettista di ripresentarlo riducendo considerevolmente le volumetrie. Questa protesta è pretestuosa, un processo alle intenzioni». Dove sta, allora, la verità? La questione è complessa. Attualmente è fermo in Comune da un bel po’ un piano che prevede la costruzione di 100 appartamenti e altri edifici («c’è anche un albergo», protestano da Maliseti) in un terreno privato a ridosso dell’area protetta del Monteferrato. Un piano già presentato alla vecchia amministrazione e bloccato per il troppo cemento. La nuova giunta in questi mesi l’ha rimesso sotto la lente cercando di capire, parole di Borchi, «se è possibile trovare un equilibrio tra l’interesse pubblico e quello privato», un compito che sta portando avanti anche il titolare dell’urbanistica Gianni Cenni.
Residenti ed esponenti politici di Maliseti non hanno gradito questo rinnovato interesse perché considerano «la lottizzazione insostenibile», anche se Borchi ha ribadito ieri che in effetti «i volumi sono eccessivi» e per questo è in corso una trattativa con proprietà e progettista per arrivare, eventualmente, ad una nuova soluzione che non violenti il territorio. Il comitato però va avanti e per venerdì alle 21 ha convocato un’assemblea pubblica al circolo Arci Quinto Martini. Perche’ la giunta si è interessata di nuovo al progetto esponendosi alle proteste? Perché da lì potrebbe arrivare una parte dei soldi, tramite gli oneri di urbanizzazione, per realizzare la nuova sede del Centro di Scienze Naturali. Non solo, ai privati il Comune ha chiesto anche un’area verde e una colonica, da ristrutturare a spese della proprietà attuale, da adibire a sede provvisoria del centro se l’amministrazione, e questo è un altro fronte, troverà l’accordo con la Curia per lasciare la sede storica.
L’attuale edificio che ospita il Centro di Scienze Naturali, infatti, appartiene alla Chiesa che sarebbe interessata a riprenderlo. Il Comune chiede però di avere una parte dei terreni, sempre della Curia, che si trovano sotto l’edificio, un altro pezzo del futuro, maxi centro di Galceti. C’era già un accordo preliminare ma ora sono sorti problemi. Ieri Borchi ha incontrato il vicario del vescovo e il tecnico di riferimento della Curia, ma per ora le parti restano distanti e quindi sulla lottizzazione di Maliseti c’è un altro punto interrogativo. A conti fatti, dunque, di sicuro ci sono solo le firme.
Le firme ci sono, il progetto definitivo ancora no. A Maliseti è scoppiata la guerra del mattone, ovvero una protesta diffusa portata avanti dal comitato "Per Maliseti. No cemento!" promosso fra gli altri dal presidente del quartiere Giovanni Mosca, dall’ex consigliere di circoscrizione Paolo Sambo, che ne è il presidente, dall’ex deputato Mauro Vannoni e da alcuni cittadini come i presidenti di Misericordia e Croce d’oro ed i rappresentanti dell’Ac Maliseti, del bocciodromo, del comitato Insieme per Maliseti e del circolo Arci. In poche ore hanno raccolto 750 firme (e migliaia di adesioni su Facebook), fra le quali quella del parroco del paese, per dire no ad «un progetto di cementificazione massiccia con centinaia di case» che prenderebbe vita tra via Coppola, via del Gorello e via San Martino per Galceti.
Il condizionale però è d’obbligo perché il progetto per ora è sospeso, basta ascoltare il vice sindaco e assessore all’ambiente Goffredo Borchi: «Così com’è impostato quel piano non vedrà mai la luce — ha detto ieri — tant’è che abbiamo chiesto al progettista di ripresentarlo riducendo considerevolmente le volumetrie. Questa protesta è pretestuosa, un processo alle intenzioni». Dove sta, allora, la verità? La questione è complessa. Attualmente è fermo in Comune da un bel po’ un piano che prevede la costruzione di 100 appartamenti e altri edifici («c’è anche un albergo», protestano da Maliseti) in un terreno privato a ridosso dell’area protetta del Monteferrato. Un piano già presentato alla vecchia amministrazione e bloccato per il troppo cemento. La nuova giunta in questi mesi l’ha rimesso sotto la lente cercando di capire, parole di Borchi, «se è possibile trovare un equilibrio tra l’interesse pubblico e quello privato», un compito che sta portando avanti anche il titolare dell’urbanistica Gianni Cenni.
Residenti ed esponenti politici di Maliseti non hanno gradito questo rinnovato interesse perché considerano «la lottizzazione insostenibile», anche se Borchi ha ribadito ieri che in effetti «i volumi sono eccessivi» e per questo è in corso una trattativa con proprietà e progettista per arrivare, eventualmente, ad una nuova soluzione che non violenti il territorio. Il comitato però va avanti e per venerdì alle 21 ha convocato un’assemblea pubblica al circolo Arci Quinto Martini. Perche’ la giunta si è interessata di nuovo al progetto esponendosi alle proteste? Perché da lì potrebbe arrivare una parte dei soldi, tramite gli oneri di urbanizzazione, per realizzare la nuova sede del Centro di Scienze Naturali. Non solo, ai privati il Comune ha chiesto anche un’area verde e una colonica, da ristrutturare a spese della proprietà attuale, da adibire a sede provvisoria del centro se l’amministrazione, e questo è un altro fronte, troverà l’accordo con la Curia per lasciare la sede storica.
L’attuale edificio che ospita il Centro di Scienze Naturali, infatti, appartiene alla Chiesa che sarebbe interessata a riprenderlo. Il Comune chiede però di avere una parte dei terreni, sempre della Curia, che si trovano sotto l’edificio, un altro pezzo del futuro, maxi centro di Galceti. C’era già un accordo preliminare ma ora sono sorti problemi. Ieri Borchi ha incontrato il vicario del vescovo e il tecnico di riferimento della Curia, ma per ora le parti restano distanti e quindi sulla lottizzazione di Maliseti c’è un altro punto interrogativo. A conti fatti, dunque, di sicuro ci sono solo le firme.
venerdì 12 febbraio 2010
"Metropoli". Maliseti in guerra contro la lottizzazione: «Uno scempio»
Il progetto di edificare nella piana ai piedi del Monteferrato nella frazione di Maliseti, già presentato all'amministrazione comunale, incassa la contrarietà della frazione che in questi giorni si è mobilitata per organizzare due iniziative.
La prima è stata la raccolta firme per costituire il Comitato "Per Maliseti. No cemento!", rappresentato dal Circolo Arci Quinto Martini, A.C. Maliseti, comitato "Insieme per Maliseti", Misericordia sezione di Maliseti, Croce d'Oro sezione Maliseti-Prato Nord, Bocciodromo di Maliseti. Tanti gli altri nominativi che si stanno aggiungendo in questi giorni a sostegno del comitato. L'altra iniziativa è l'assemblea pubblica fissata per il 19 febbraio presso il Circolo Quinto Martini a Maliseti (alle 21).
Su Facebook in tre giorni sono arrivate oltre 1.000 adesioni trasversali al gruppo "Galceti libera dal cemento". Il grido che arriva dalla frazione è unanime: edificare in quell'area, l'unica della zona rimasta a verde, sarebbe uno scempio non solo per il Monteferrato ma anche per tutta la città di Prat. L'intervento di edificazione a cui, al momento, è legato il progetto del nuovo Centro di Scienze Naturali, potrebbe ridimensionarsi se l'amministrazione riuscisse a trovare i finanziamenti europei. Il Comune non ha i soldi per ampliare il Centro. L'intervento dei tre privati proprietari dell'area, garantirebbe la trasformazione del Centro di Galceti, con la "compensazione" però dell'investimento a Maliseti con un centinaio di appartamenti (300 quelli previsti inizialmente), un albergo-foresteria, una scuola ed una residenza protetta. Per il Centro di Galceti si parla di un passaggio dagli atuali 40mila visitatori l'anno a circa 400mila. Il maxi intervento potrebbe essere approvato prima di quanto sembri, considerato che Galceti ha necessità di opere urgenti e che la variante per il passaggio di quel terreno, 50 ettari da Maliseti al parco di Galceti, da agricolo a edificabile, potrebbe essere inserita in quella generale del piano strutturale sul quale la discussione dovrebbe ripartire a breve, quasi certamente all'indomani delle elezioni regionali.
Il dibattito a Maliseti è molto acceso. «Trovarsi tutti quegli appartamenti nell'unico punto verde che c'è a Maliseti sarebbe un duro colpo. Il paese ne risentirebbe - commenta Marco Zarro, responsabile della sezione locale della Croce d'Oro - Poi c'è la questione della viabilità in una realtà già sofferente su questo tema».
«Si va ad intaccare unaa delle parti più belle di Prato che è patrimonio di tutta la città e che, fra l'altro, in passato ha già dato molto - sottolinea l'ex-deputato Mauro Vannoni che vive a Maliseti Questo è uno spazio eccezionale che dà una buona qualità dell'abitare. Ma il nocimento sarebbe per tutta Prato. Se si vuole fare un progetto di ampliamento di Galceti che porti 400mila visitatori l'anno, allora quel progetto diventi quantomeno regionale. Si cerchino altri fondi. Nello specifico c'è anche un problema di carattere culturale: il tessuto connettivo delle frazioni è indispensabile per la tenuta della città, altrimenti si rischia di dare inizio a un processo di decomposizione. Anche per questo siamo contrari a questa realizzazione, senza se e senza ma, e chiediamo che l'amministrazione ci dica quali sono le sue reali intenzioni, sapendo che questa materia non è contrattabile».
Del costituendo comitato non poteva non far parte anche il presidente della Circoscrizione Ovest, Giovanni Mosca: «Va bene la riqualificazione del Centro di Galceti ma non ci può essere una contrattazione su Maliseti. Il rischio è il degrado anche sociale e culturale della frazione».
Sulla qustione il vicesindaco con delega all'ambiente, Goffredo Borchi, ha dato rassicurazioni: l'operazione, se mai andrà in porto, ha detto, saà trasparente e sarà condivisa con i cittadini.
Ma il no di Maliseti all'operazione rimane incondizionato. «Ci opponiamo ad una cementificazione selvaggia, senza criterio - commenta Gianni Luca Pacini, presidente dell'A.C. Maliseti - Bisogna trovare un giusto accordo, per esempio, pensando anche alla creazione di luoghi di aggregazione. Non si può realizzare un intervento del genere, facendo solo cemento».
«Sarebbe un'operazione che soffocherebbe Maliseti - aggiunge Pietro Bianchi, presidente del comitato "Insieme per Maliseti" - E' un bene che il Centro di Galceti venga valorizzato ma bisogna trovare i fondi europei. Ricordo che Maliseti ha un carcere e che la popolazione è sempre stata disposta a dare una mano, Maliseti non è un bastian contrario. Ma pensiamo ad altre strade: in collaborazione con la Regione Toscana, Prato potrebbe attingere ai finanziamenti europei con cui si fanno i progetti seri».
«Stiamo parlando di una delle poche aree vergini rimaste a ridosso dell'area protetta - ricorda Paolo Sambo, ex vicepresidente della commissione urbanistica della Circoscrizione Ovest e ora presidente del costituendo comitato - Maliseti non è contro l'ampliamento del Centro di Galceti, ma la sua valorizzazione deve avvenire attraverso altre strade, per esempio quella dei bandi europei, e non con una lottizzazione così forte a beneficio di investitori privati. Vorrei sottolineare anche che Maliseti è già densamente abitata, non potrebbe sopportare l'impatto sia a livello di vivibilità che di questione viaria. Già oggi la frazione soffre di una carenza di entrare e di uscite. Sulla tangenziale verrà poi costruito il nuovo ospedale. La sensazione è che si stiano strumentalizzando le esigenze del Centro di Galceti che sta a cuore a tutti per fare un maxi intervento».
giovedì 11 febbraio 2010
"Il Tirreno": Un comitato e mille firme contro il cemento
L'articolo di Cristina Orsini pubblicato sul quotidiano "Il Tirreno":
Mille adesioni sul gruppo di facebook “Galceti libera dal cemento” creato da Marco Monzali. La costituzione di un comitato “misto”: cittadini ma anche istituzioni. Un’assemblea pubblica convocata per il 19 alle 21 al circolo Quinto Martini. Si stanno organizzando le truppe che non vogliono nuovo cemento su quei 20 ettari ai piedi del Monteferrato, a Maliseti, l’unica area ancora agricola.
Il progetto è quello firmato dall’architetto Stefano Bruno dello studio Bioarkt che prevede la riqualificazione complessiva del Centro di scienze naturali di Galceti: un progetto da circa 25 milioni in lotti successivi che prevede la costruzione di un museo ipogeo (tre piani interrati), un secondo polo, con serra annessa fuori terra, la realizzione del parco dei dinosauri e dalle fauna del quaternario. Tre privati cederebbero a prezzo di esproprio una trentina di ettari al Centro, provvederebbero alle opere necessarie, dunque si sobbarcherebbero tutti i costi, ma in cambio di una perequazione sul territorio di Maliseti: circa venti ettari - anche questi di loro proprietà - oggi agricoli e sui quali chiedono diritti edificatori ma a prezzo di mercato. Il risultato sarebbe la realizzazione - su un’area vasta circa tre ettari - di un centinaio di case a uno, due piani o tre piani, bioclimatiche, unifamiliari ciascuna con il giardino oltre a una scuola, una residenza protetta, un albergo.
Una prima valutazione del progetto è stata fatta in una riunione, l’altra sera, in Circoscrizione ovest, presenti il presidente Giovanni Mosca, i componenti della commissione urbanistica del Comune Massimo Carlesi, Matteo Biffoni e Nicola Oliva e l’ex assessore all’Urbanistica Stefano Ciuoffo. La premessa è chiara: «Non si possono fare baratti con il territorio». Secondo Ciuoffo «il Pd dovrà certamente farsi carico delle istanze dei cittadini e portarli nelle sedi opportune ma dovrà anche trattare la questione della pianificazione per quello che è: una visione unitaria delle esigenze della città con una valutazione complessiva di cosa possa sopportare il territorio. Non ci può essere un privato che decide. Altrimenti l’amministrazione pubblico abdica al suo ruolo». «Anche perché - ha continuato Ciuffo - per il momento è impossibile valutare concretamente l’impatto dell’intervento. Quello che è certo è che anche l’area, a nord della Bardena, sulla quale verrà costruito il nuovo centro è ambientalmente delicatissima ed è da valutare bene se sia in grado di sopportare le opere in mano pubblica». Un no secco è venuto anche dai componenti della commissione urbanistica.
A livello di territorio e non solo, la lotta al progetto del borgo di Maliseti verrà affidata a un comitato: “Per Maliseti, no cemento” costituito ieri - le firme si stanno raccogliendo - e al quale partecipano l’Arci Maliseti, A.C. Maliseti, il comitato “Insieme per Maliseti”, la sezione della Misericordia, la Croce d’oro, il Bocciodromo. Il presidente sarà Paolo Sambo, ma tra i primi firmatari c’è anche Mosca. «Non abbiamo nulla contro la riqualificazione del Centro di Galceti - dice - ma le risorse devono essere trovate in altro modo, certamente non in cambio di una lottizzazione in mano a privati».
Mille adesioni sul gruppo di facebook “Galceti libera dal cemento” creato da Marco Monzali. La costituzione di un comitato “misto”: cittadini ma anche istituzioni. Un’assemblea pubblica convocata per il 19 alle 21 al circolo Quinto Martini. Si stanno organizzando le truppe che non vogliono nuovo cemento su quei 20 ettari ai piedi del Monteferrato, a Maliseti, l’unica area ancora agricola.
Il progetto è quello firmato dall’architetto Stefano Bruno dello studio Bioarkt che prevede la riqualificazione complessiva del Centro di scienze naturali di Galceti: un progetto da circa 25 milioni in lotti successivi che prevede la costruzione di un museo ipogeo (tre piani interrati), un secondo polo, con serra annessa fuori terra, la realizzione del parco dei dinosauri e dalle fauna del quaternario. Tre privati cederebbero a prezzo di esproprio una trentina di ettari al Centro, provvederebbero alle opere necessarie, dunque si sobbarcherebbero tutti i costi, ma in cambio di una perequazione sul territorio di Maliseti: circa venti ettari - anche questi di loro proprietà - oggi agricoli e sui quali chiedono diritti edificatori ma a prezzo di mercato. Il risultato sarebbe la realizzazione - su un’area vasta circa tre ettari - di un centinaio di case a uno, due piani o tre piani, bioclimatiche, unifamiliari ciascuna con il giardino oltre a una scuola, una residenza protetta, un albergo.
Una prima valutazione del progetto è stata fatta in una riunione, l’altra sera, in Circoscrizione ovest, presenti il presidente Giovanni Mosca, i componenti della commissione urbanistica del Comune Massimo Carlesi, Matteo Biffoni e Nicola Oliva e l’ex assessore all’Urbanistica Stefano Ciuoffo. La premessa è chiara: «Non si possono fare baratti con il territorio». Secondo Ciuoffo «il Pd dovrà certamente farsi carico delle istanze dei cittadini e portarli nelle sedi opportune ma dovrà anche trattare la questione della pianificazione per quello che è: una visione unitaria delle esigenze della città con una valutazione complessiva di cosa possa sopportare il territorio. Non ci può essere un privato che decide. Altrimenti l’amministrazione pubblico abdica al suo ruolo». «Anche perché - ha continuato Ciuffo - per il momento è impossibile valutare concretamente l’impatto dell’intervento. Quello che è certo è che anche l’area, a nord della Bardena, sulla quale verrà costruito il nuovo centro è ambientalmente delicatissima ed è da valutare bene se sia in grado di sopportare le opere in mano pubblica». Un no secco è venuto anche dai componenti della commissione urbanistica.
A livello di territorio e non solo, la lotta al progetto del borgo di Maliseti verrà affidata a un comitato: “Per Maliseti, no cemento” costituito ieri - le firme si stanno raccogliendo - e al quale partecipano l’Arci Maliseti, A.C. Maliseti, il comitato “Insieme per Maliseti”, la sezione della Misericordia, la Croce d’oro, il Bocciodromo. Il presidente sarà Paolo Sambo, ma tra i primi firmatari c’è anche Mosca. «Non abbiamo nulla contro la riqualificazione del Centro di Galceti - dice - ma le risorse devono essere trovate in altro modo, certamente non in cambio di una lottizzazione in mano a privati».
venerdì 5 febbraio 2010
Mosca dichiara guerra: «Non passeranno»
Ferma presa di posizione del Presidente della Circoscrizione Ovest Giovanni Mosca: «Non passeranno». L'articolo pubblicato ieri su "Il Tirreno":
Il piano d’azione è stato messo a punto l’altra sera in una riunione al circolo di Maliseti: coinvolgimento del Pd della circoscrizione Ovest per un’opposizione serrata e se non basta la creazione di un comitato di cittadini «al quale - dice il presidente Giovanni Mosca - non potrò non fare parte». Guerra senza quartiere della frazione al progetto che coinvolgerà l’area di Maliseti ai piedi del Monteferrato, una porzione di terreno di una ventina di ettari tra via San Martino per Galceti, via Gorello e via Coppola, l’ultimo spazio non edificato di quella parte di città. Il “non passeranno” è più che netto, perché il progetto è giudicato «faraonico», perché «è compito dell’amministrazione - spiega Mosca - salvaguardare l’ambiente e il paesaggio soprattutto in una realtà come quella pratese caratterizzata da un’elevata urbanizzazione. Ci saremmo aspettati, semmai, l’estensione dell’area protetta del Monteferrato e non la decisione di caricare di metri cubi di cemento i terreni immediatamente limitrofi».
Le ragioni del “no” però sono anche altre: la densità abitativa della frazione, certamente, ma soprattutto l’assetto della strade. «Cento appartamenti, un albergo e tutto il resto - aggiunge il presidente della Circoscrizione - avrebbero un impatto devastante sul sistema viario della frazione e in generale della tangenziale, anche in previsione della costruzione del nuovo ospedale». E conclude: «Maliseti è riuscita a mantenere, nonostante i problemi, una certa identità. Ma ha bisogno di investimenti per il recupero dell’esistente, mi riferisco a vecchie case e agli stanzoni, non certo di speculazioni che non porteranno alcun beneficio alla popolazione residente». Contro la lottizzazione è in calendario un’assemblea pubblica. La guerra è dichiarata.
Il piano d’azione è stato messo a punto l’altra sera in una riunione al circolo di Maliseti: coinvolgimento del Pd della circoscrizione Ovest per un’opposizione serrata e se non basta la creazione di un comitato di cittadini «al quale - dice il presidente Giovanni Mosca - non potrò non fare parte». Guerra senza quartiere della frazione al progetto che coinvolgerà l’area di Maliseti ai piedi del Monteferrato, una porzione di terreno di una ventina di ettari tra via San Martino per Galceti, via Gorello e via Coppola, l’ultimo spazio non edificato di quella parte di città. Il “non passeranno” è più che netto, perché il progetto è giudicato «faraonico», perché «è compito dell’amministrazione - spiega Mosca - salvaguardare l’ambiente e il paesaggio soprattutto in una realtà come quella pratese caratterizzata da un’elevata urbanizzazione. Ci saremmo aspettati, semmai, l’estensione dell’area protetta del Monteferrato e non la decisione di caricare di metri cubi di cemento i terreni immediatamente limitrofi».
Le ragioni del “no” però sono anche altre: la densità abitativa della frazione, certamente, ma soprattutto l’assetto della strade. «Cento appartamenti, un albergo e tutto il resto - aggiunge il presidente della Circoscrizione - avrebbero un impatto devastante sul sistema viario della frazione e in generale della tangenziale, anche in previsione della costruzione del nuovo ospedale». E conclude: «Maliseti è riuscita a mantenere, nonostante i problemi, una certa identità. Ma ha bisogno di investimenti per il recupero dell’esistente, mi riferisco a vecchie case e agli stanzoni, non certo di speculazioni che non porteranno alcun beneficio alla popolazione residente». Contro la lottizzazione è in calendario un’assemblea pubblica. La guerra è dichiarata.
"Il Tirreno": Maxi intervento su Maliseti e Galceti
L'articolo di Cristina Orsini pubblicato ieri sul quotidiano "Il Tirreno":Cinquanta ettari di terreni, metro più metro meno, da Maliseti al parco di Galceti. Ha queste dimensioni il maxiintervento, già presentato all’amministrazione comunale da tre privati su progetto dell’architetto Stefano Bruno, e che si giocherà - se andrà in porto - su due aree diverse ma attigue della città: Maliseti e Galceti, entrambe delicatissime.
Mossa e contromossa per realizzare il nuovo, tecnologicamente all’avanguardia, Centro di scienze naturali e contemporaneamente, grazie ai meccanismi della perequazione, edificare quella vasta piana ai piedi del Monteferrato che ricade sul territorio di Maliseti. Da una parte cioè i privati si fanno carico degli onori e degli oneri della trasformazione del centro che già attualmente è visitato da 40mila persone l’anno, regalando nuovi terreni e provvedendo la loro edificazione e dall’altra provano a rientrare dall’investimento con una lottizzazione di tutto rispetto a Maliseti (anche questa su terreni di proprietà) che prevede case ma anche strutture di servizio pubblico. Vediamo nel dettaglio.
L’intervento a Galceti. Il progetto - realizzato gratuitamente, per ora, da Bruno e con la consulenza tecnico-scientifica del direttore del centro Gilberto Tozzi - prevede come prima mossa l’acquisizione gratuita di circa 30 ettari di campi da trasformare in parco. Complessivamente l’area del centro dai 18 ettari attuali arriverebbe così a quasi 50. All’interno - i lavori sono previsti per lotti - si andrebbe dalla messa in sicurezza dell’esistente e alla realizzazione delle nuove strutture. In primo luogo i due blocchi museali. Il primo di tre piani completamente interrati così da evitare qualsiasi impatto nell’ambiente. All’interno oltre le sale per le esposizioni un auditorium da circa 1500 persone, bar, un ristorante dal 700 coperti, negozi per lo shopping e un acquario di acqua dolce con la fauna regionale. Oltre al museo ipogeo un altro spazio, fuori terra questa volta, collegato ad un “tepidarium”, una sorta di serra che conterrà la fauna esotica che il centro reccoglie e cura e le piante che hanno necessità di vivere in ambiente climatizzato e umido. Di fianco nascerà la serra delle farfalle. Assieme alle sale espositive, nell’edificio, sono previsti il centro meteo, con i terminali per il monitoraggio dell’intera provincia e sull’apice il nuovo osservatorio astronomico con trecento posti a sedere. Non mancherà, ovviamente, il nuovo planetarium. Poi un “chicca”: nei cinque ettari di terreno già di proprietà del Comune, il Centro ha intenzione di realizzare il “parco dei dinosauri”, ovvero l’area nella quale mettere in mostra la fauna del Quaternario che viveva nella piana: tigri a sciabola, elefanti, rinoceronti col vello. Il tutto per un investimento tra i 25 e i 30 milioni di euro che prevede anche strutture in bioarchitettura e l’autosufficienza dal punto di vista energetico. Previsti - a regime, se mai il progetto andrà in porto - tra i 350 e i 400mila visitatori all’anno.
Case e non solo a Maliseti. Il meccanismo proposto dai privati, disponibili a riversare una valanga di milioni per valorizzare i terreni sul versante Galceti, prevede un altrettanto remunerativo intervento sul versante Maliseti. Da realizzare contemporaneamente o quasi. I terreni, oggi a destinazione agricola, sono già dei tre privati che chiedono di perequare ottenendo, sull’area di piedi del Monteferrato, una capacità edificatoria se non pari ai 20-30 milioni da spendere sul Centro, almeno consistente. Per realizzare cosa? Almeno 50mila metro cubi di abitazioni (pari a circa un centinaio di appartamenti), un albergo-foresteria per 100-120 persone che verrebbe destinato ai visitatori del centro di Galceti, una scuola e una struttura di edilizia protetta. L’area che gli edifici occuperebbero sarebbe di tre ettari, gli altri 18 ettari sarebbero trasformati in parco didattico.
Un po’ di storia. L’enorme lottizzazione a Maliseti è stata ridimensionata rispetto ai volumi iniziali, di circa i due terzi. Perché il progetto non è nuovo ma è datato 2006 quando venne presentato e “congelato” per essere messo, sostanziosamente “tagliato”, eventualmente nella variante generale del nuovo piano strutturale dall’allora giunta Romagnoli. Ridimensionamento preteso anche dall’attuale amministrazione: eccessivo l’impatto della nuova cittadella (gli appartamenti a Maliseti inizialmente erano 300). Il “no” è stato ribadito dal vicesindaco con delega all’Ambiente Goffredo Borchi (allora membro della commissione urbanistica) e confermato dall’assessore all’Urbanistica Gianni Cenni che ben presto - forse la prossima settimana - incontrerà il progettista dell’intervento. «Se pure non si può pensare di fare la riqualificazione del centro di Galceti, che ha comunque necessità di opere urgenti, con i soldi del Comune - spiega Borchi - è comunque necessario pensare a un progetto di minor impatto su un’area tanto delicata come quella ai piedi del Monteferrato». Secondo il vicesindaco «non c’è alcuna necesità di fare un investimento così forte sul Centro di scienze naturali. Per il nuovo museo - dice - basteranno 6,7 milioni di euro. Da valutare anche - aggiunge - la possibilità che anche l’amministrazione pubblica metta qualcosa e quanti finanziamenti riusciremo a reperire dall’Europa». Una cosa è certa, secondo Borchi: «Se la cosa si farà dovrà avere la massima trasparenza e la condivisione dei cittadini».
venerdì 29 gennaio 2010
Ci risiamo... si torna a parlare di "baratto"
In occasione della presentazione dei dati sull'attività 2009 del Centro di Scienze Naturali, l'Assessore all'Ambiente Goffredo Borchi ha riproposto la questione della realizzazione del nuovo museo e dell'ampliamento del centro.
Il progetto, già presentato nel 2007 alla precedente amministrazione comunale, prevederebbe il diretto coinvolgimento di privati, che metterebbero "gentilmente" a disposizione del Comune di terreni limitrofi all'attuale sede del centro, in cambio, con i meccanismi della perequazione, di un consistente intervento edilizio sui terreni a destinazione agricola compresi tra Galceti e Maliseti. L'articolo pubblicato dal quotidiano "Il Tirreno":
«Dobbiamo investire nel progetto per il nuovo museo del Centro di Scienze Naturali, coinvolgendo sia il suo aspetto museale che quello naturalistico, affinché diventi un’attrattiva nazionale». Ha il sapore di una concreta promessa l’intervento fatto ieri dall’assessore comunale all’Ambiente Goffredo Borchi nel corso dell’analisi dei risultati positivi del CSN. Al vaglio degli uffici comunali esiste già un progetto di realizzazione del museo e dell’ampliamento del Centro con il diretto coinvolgimento di privati, che metterebbero a disposizione terreni limitrofi allo spazio esistente, in cambio di alcuni interventi edilizi residenziali e pubblici.
Il progetto, già presentato nel 2007 alla precedente amministrazione comunale, prevederebbe il diretto coinvolgimento di privati, che metterebbero "gentilmente" a disposizione del Comune di terreni limitrofi all'attuale sede del centro, in cambio, con i meccanismi della perequazione, di un consistente intervento edilizio sui terreni a destinazione agricola compresi tra Galceti e Maliseti. L'articolo pubblicato dal quotidiano "Il Tirreno":
«Dobbiamo investire nel progetto per il nuovo museo del Centro di Scienze Naturali, coinvolgendo sia il suo aspetto museale che quello naturalistico, affinché diventi un’attrattiva nazionale». Ha il sapore di una concreta promessa l’intervento fatto ieri dall’assessore comunale all’Ambiente Goffredo Borchi nel corso dell’analisi dei risultati positivi del CSN. Al vaglio degli uffici comunali esiste già un progetto di realizzazione del museo e dell’ampliamento del Centro con il diretto coinvolgimento di privati, che metterebbero a disposizione terreni limitrofi allo spazio esistente, in cambio di alcuni interventi edilizi residenziali e pubblici.
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