giovedì 11 febbraio 2010
Baldanzi (Idv): «A Maliseti si annuncia una speculazione»
Italia dei Valori di Prato mette a segno il colpo e candida alle regionali Attilio Baldanzi, allenatore nazionale di mezzofondo, ex insegnante, ma soprattutto un ex cavallo di razza del Pci. «Il mio cuore batte a sinistra - racconta - E mi sono avvicinato a Italia dei Valori da un paio di anni perchè è l’unico partito che difende a oltranza i valori della Costituzione». Baldanzi ha una storia nella politica pratese. Entra in consiglio comunale nelle file del Pci con Landini; nel 1985 è assessore allo Sport nella giunta Lucarini. Quando il sindaco si dimette lo fa anche lui ma rientra nella prima giunta Martini come assessore al Bilancio e resta fino al 1990. Siede in consiglio, sempre col Pci, fino al 1995. Ma la svolta di Occhetto e la nascita del Pds lo allontanano. Dopo un brave passaggio in Rifondazione Comunista, esce definitivamente dalla politica. Sarà proprio il tema dei diritti - «uguali e per tutti» dice - uno dei temi della sua prossima campagna elettorale. «Premetto che ancora non ho la tessera di Idv ma mi sono sentito onorato quando mi hanno proposto di fare il capolista nella tornata delle Regionali. Farò la mia battaglia, sperando di riuscire a dare un contributo, anche sui temi dell’ambiente. Sono, infatti, molto preoccupato della speculazione che si annuncia a Maliseti».
"Il Tirreno": Un comitato e mille firme contro il cemento
L'articolo di Cristina Orsini pubblicato sul quotidiano "Il Tirreno":
Mille adesioni sul gruppo di facebook “Galceti libera dal cemento” creato da Marco Monzali. La costituzione di un comitato “misto”: cittadini ma anche istituzioni. Un’assemblea pubblica convocata per il 19 alle 21 al circolo Quinto Martini. Si stanno organizzando le truppe che non vogliono nuovo cemento su quei 20 ettari ai piedi del Monteferrato, a Maliseti, l’unica area ancora agricola.
Il progetto è quello firmato dall’architetto Stefano Bruno dello studio Bioarkt che prevede la riqualificazione complessiva del Centro di scienze naturali di Galceti: un progetto da circa 25 milioni in lotti successivi che prevede la costruzione di un museo ipogeo (tre piani interrati), un secondo polo, con serra annessa fuori terra, la realizzione del parco dei dinosauri e dalle fauna del quaternario. Tre privati cederebbero a prezzo di esproprio una trentina di ettari al Centro, provvederebbero alle opere necessarie, dunque si sobbarcherebbero tutti i costi, ma in cambio di una perequazione sul territorio di Maliseti: circa venti ettari - anche questi di loro proprietà - oggi agricoli e sui quali chiedono diritti edificatori ma a prezzo di mercato. Il risultato sarebbe la realizzazione - su un’area vasta circa tre ettari - di un centinaio di case a uno, due piani o tre piani, bioclimatiche, unifamiliari ciascuna con il giardino oltre a una scuola, una residenza protetta, un albergo.
Una prima valutazione del progetto è stata fatta in una riunione, l’altra sera, in Circoscrizione ovest, presenti il presidente Giovanni Mosca, i componenti della commissione urbanistica del Comune Massimo Carlesi, Matteo Biffoni e Nicola Oliva e l’ex assessore all’Urbanistica Stefano Ciuoffo. La premessa è chiara: «Non si possono fare baratti con il territorio». Secondo Ciuoffo «il Pd dovrà certamente farsi carico delle istanze dei cittadini e portarli nelle sedi opportune ma dovrà anche trattare la questione della pianificazione per quello che è: una visione unitaria delle esigenze della città con una valutazione complessiva di cosa possa sopportare il territorio. Non ci può essere un privato che decide. Altrimenti l’amministrazione pubblico abdica al suo ruolo». «Anche perché - ha continuato Ciuffo - per il momento è impossibile valutare concretamente l’impatto dell’intervento. Quello che è certo è che anche l’area, a nord della Bardena, sulla quale verrà costruito il nuovo centro è ambientalmente delicatissima ed è da valutare bene se sia in grado di sopportare le opere in mano pubblica». Un no secco è venuto anche dai componenti della commissione urbanistica.
A livello di territorio e non solo, la lotta al progetto del borgo di Maliseti verrà affidata a un comitato: “Per Maliseti, no cemento” costituito ieri - le firme si stanno raccogliendo - e al quale partecipano l’Arci Maliseti, A.C. Maliseti, il comitato “Insieme per Maliseti”, la sezione della Misericordia, la Croce d’oro, il Bocciodromo. Il presidente sarà Paolo Sambo, ma tra i primi firmatari c’è anche Mosca. «Non abbiamo nulla contro la riqualificazione del Centro di Galceti - dice - ma le risorse devono essere trovate in altro modo, certamente non in cambio di una lottizzazione in mano a privati».
Mille adesioni sul gruppo di facebook “Galceti libera dal cemento” creato da Marco Monzali. La costituzione di un comitato “misto”: cittadini ma anche istituzioni. Un’assemblea pubblica convocata per il 19 alle 21 al circolo Quinto Martini. Si stanno organizzando le truppe che non vogliono nuovo cemento su quei 20 ettari ai piedi del Monteferrato, a Maliseti, l’unica area ancora agricola.
Il progetto è quello firmato dall’architetto Stefano Bruno dello studio Bioarkt che prevede la riqualificazione complessiva del Centro di scienze naturali di Galceti: un progetto da circa 25 milioni in lotti successivi che prevede la costruzione di un museo ipogeo (tre piani interrati), un secondo polo, con serra annessa fuori terra, la realizzione del parco dei dinosauri e dalle fauna del quaternario. Tre privati cederebbero a prezzo di esproprio una trentina di ettari al Centro, provvederebbero alle opere necessarie, dunque si sobbarcherebbero tutti i costi, ma in cambio di una perequazione sul territorio di Maliseti: circa venti ettari - anche questi di loro proprietà - oggi agricoli e sui quali chiedono diritti edificatori ma a prezzo di mercato. Il risultato sarebbe la realizzazione - su un’area vasta circa tre ettari - di un centinaio di case a uno, due piani o tre piani, bioclimatiche, unifamiliari ciascuna con il giardino oltre a una scuola, una residenza protetta, un albergo.
Una prima valutazione del progetto è stata fatta in una riunione, l’altra sera, in Circoscrizione ovest, presenti il presidente Giovanni Mosca, i componenti della commissione urbanistica del Comune Massimo Carlesi, Matteo Biffoni e Nicola Oliva e l’ex assessore all’Urbanistica Stefano Ciuoffo. La premessa è chiara: «Non si possono fare baratti con il territorio». Secondo Ciuoffo «il Pd dovrà certamente farsi carico delle istanze dei cittadini e portarli nelle sedi opportune ma dovrà anche trattare la questione della pianificazione per quello che è: una visione unitaria delle esigenze della città con una valutazione complessiva di cosa possa sopportare il territorio. Non ci può essere un privato che decide. Altrimenti l’amministrazione pubblico abdica al suo ruolo». «Anche perché - ha continuato Ciuffo - per il momento è impossibile valutare concretamente l’impatto dell’intervento. Quello che è certo è che anche l’area, a nord della Bardena, sulla quale verrà costruito il nuovo centro è ambientalmente delicatissima ed è da valutare bene se sia in grado di sopportare le opere in mano pubblica». Un no secco è venuto anche dai componenti della commissione urbanistica.
A livello di territorio e non solo, la lotta al progetto del borgo di Maliseti verrà affidata a un comitato: “Per Maliseti, no cemento” costituito ieri - le firme si stanno raccogliendo - e al quale partecipano l’Arci Maliseti, A.C. Maliseti, il comitato “Insieme per Maliseti”, la sezione della Misericordia, la Croce d’oro, il Bocciodromo. Il presidente sarà Paolo Sambo, ma tra i primi firmatari c’è anche Mosca. «Non abbiamo nulla contro la riqualificazione del Centro di Galceti - dice - ma le risorse devono essere trovate in altro modo, certamente non in cambio di una lottizzazione in mano a privati».
mercoledì 10 febbraio 2010
Si è costituito il comitato!
Nasce il Comitato cittadino “Per Maliseti. No cemento!”, contro il progetto di nuova lottizzazione tra Maliseti e Galceti (centinaia di appartamenti e strutture ricettive per oltre 60mila metri cubi di cemento). Il Comitato è stato costituito ieri dai rappresentanti di tutte le realtà associative della frazione (Circolo ARCI “Quinto Martini”, A.C. Maliseti, comitato “Insieme per Maliseti”, Misericordia sezione di Maliseti, Croce d’Oro sezione di Maliseti-Prato Nord, Bocciodromo di Maliseti): Giuliano Bartoli, Pietro Bianchi, Orlando Gineprini, Umberto Mati, Giovanni Mosca, Gianni Luca Pacini, Paolo Sambo, Mauro Vannoni e Marco Zarro. Presidente del comitato è Paolo Sambo.
Il Comitato intende promuovere ogni iniziativa utile e necessaria finalizzata a contrastare il progetto di realizzazione di nuove costruzioni nei terreni attualmente a destinazione agricola ai piedi del Monteferrato compresi tra via Coppola, via del Gorello e via S.Martino per Galceti. L’iniziativa è aperta a chiunque condivida i principi ispiratori del Comitato: l’area interessata è infatti un patrimonio di tutta la città.
«Il Comitato – spiegano i promotori – riconosce l’importante lavoro svolto da Gilberto e Deanna Tozzi e condivide l’esigenza di migliorare l’attuale sede del Centro di Scienze Naturali, ma ritiene che le risorse necessarie debbano essere individuate attraverso altre forme di finanziamento e certamente non in cambio di una pesante lottizzazione a beneficio di privati in un territorio immediatamente a ridosso dell’area protetta del Monteferrato. Il progetto, oltre a compromettere per sempre uno dei patrimoni ambientali e paesaggistici della città, avrebbe conseguenze devastanti sul piano della viabilità e della qualità della vita nella frazione di Maliseti. L’area deve mantenere la sua connotazione agricola – conclude il Comitato – non un solo metro cubo di cemento deve intaccare uno degli ultimi corridoi ecologici salvavita rimasti in una piana già densamente urbanizzata».
Il Comitato ha già avviato una raccolta firme nella frazione ed ha organizzato un’assemblea pubblica aperta a tutta la cittadinanza in programma venerdì 19 febbraio alle ore 21:00 al Circolo Arci "Quinto Martini" in via Montalese 338 a Maliseti.
Il Comitato intende promuovere ogni iniziativa utile e necessaria finalizzata a contrastare il progetto di realizzazione di nuove costruzioni nei terreni attualmente a destinazione agricola ai piedi del Monteferrato compresi tra via Coppola, via del Gorello e via S.Martino per Galceti. L’iniziativa è aperta a chiunque condivida i principi ispiratori del Comitato: l’area interessata è infatti un patrimonio di tutta la città.
«Il Comitato – spiegano i promotori – riconosce l’importante lavoro svolto da Gilberto e Deanna Tozzi e condivide l’esigenza di migliorare l’attuale sede del Centro di Scienze Naturali, ma ritiene che le risorse necessarie debbano essere individuate attraverso altre forme di finanziamento e certamente non in cambio di una pesante lottizzazione a beneficio di privati in un territorio immediatamente a ridosso dell’area protetta del Monteferrato. Il progetto, oltre a compromettere per sempre uno dei patrimoni ambientali e paesaggistici della città, avrebbe conseguenze devastanti sul piano della viabilità e della qualità della vita nella frazione di Maliseti. L’area deve mantenere la sua connotazione agricola – conclude il Comitato – non un solo metro cubo di cemento deve intaccare uno degli ultimi corridoi ecologici salvavita rimasti in una piana già densamente urbanizzata».
Il Comitato ha già avviato una raccolta firme nella frazione ed ha organizzato un’assemblea pubblica aperta a tutta la cittadinanza in programma venerdì 19 febbraio alle ore 21:00 al Circolo Arci "Quinto Martini" in via Montalese 338 a Maliseti.
domenica 7 febbraio 2010
Pd Ovest: «Nessuna cementificazione nell’area verde di Maliseti»
«L’espansione della città verso ovest rende necessaria una attenta valutazione delle necessità ambientali e di infrastrutture per questo territorio. Infatti dalle scelte future in tema ambiente e quindi sostenibilità, si delineeranno i contorni di opportunità e vivibilità che questa fetta di territorio offrirà ai suoi abitanti..In questo contesto sarà determinante la valorizzazione di corridoi ecologici quali ad esempio le aree verdi e agricole a ridosso l’area protetta del Monteferrato, che rappresentano una ricchezza irrinunciabile anche in termini di vivibilità’ degli insediamenti vicini....”
Questo è un passo del programma del Pd di Prato ovest fatto la primavera scorsa, che previene il progetto di lottizzazione dell’area verde a ridosso di Maliseti. In tempi non sospetti indicavamo strategico questo polmone verde fra la vecchia strada per Galceti ed il Monteferrato, il carcere e Maliseti. Cementificare quest’area comporterebbe un aggravio insostenibile sia per la viabilità, che per l’ambiente ed i servizi al cittadino, che diverrebbero insufficenti. Il Pd di Prato ovest è totalmente a fianco dei cittadini di Maliseti e pronto ad intraprendere una battaglia per un’area verde attraversata dalla ciclabile che tocca tutto il nostro territorio. Convocheremo martedì un coordinamento di tutti gli amministratori e circoli del territorio per intraprendere un’azione comune. E’ certo che le poche cose che il comune stà producendo denotano una profonda mancanza di idee e progetti.
Fabio Colzi - Coordinatore PD Prato ovest
Questo è un passo del programma del Pd di Prato ovest fatto la primavera scorsa, che previene il progetto di lottizzazione dell’area verde a ridosso di Maliseti. In tempi non sospetti indicavamo strategico questo polmone verde fra la vecchia strada per Galceti ed il Monteferrato, il carcere e Maliseti. Cementificare quest’area comporterebbe un aggravio insostenibile sia per la viabilità, che per l’ambiente ed i servizi al cittadino, che diverrebbero insufficenti. Il Pd di Prato ovest è totalmente a fianco dei cittadini di Maliseti e pronto ad intraprendere una battaglia per un’area verde attraversata dalla ciclabile che tocca tutto il nostro territorio. Convocheremo martedì un coordinamento di tutti gli amministratori e circoli del territorio per intraprendere un’azione comune. E’ certo che le poche cose che il comune stà producendo denotano una profonda mancanza di idee e progetti.
Fabio Colzi - Coordinatore PD Prato ovest
Sinistra RossoVerde: «Il territorio non va svenduto»
Il territorio non si svende per una verniciatina di verde sul grigiocemento! Coerentemente con quanto sempre sostenuto dal nostro movimento, ci opporremo a qualsiasi forma di ‘baratto’ che veda protagonista il cemento! Prato non ha certo bisogno di altro ‘grigio’, piuttosto di recuperare anche aree oggi cementificate all’ambiente e alla natura. Non vediamo, infatti, quale sarebbe il lato positivo dell’estensione dell’area del Centro di Scienze Naturali, a fronte dell’utilizzo di terreni oggi destinati a produzioni agricole piuttosto che incolti per l’ennesima speculazione edilizia e l’ennesimo depauperamento del territorio!
Sinistra RossoVerde Prato
Sinistra RossoVerde Prato
sabato 6 febbraio 2010
Primavera di Prato: «No alla serra del cemento sul Monteferrato»
Altro che piste ciclabili, vicesindaco Borchi! (Si ricorda?)
Altro che tutela dell'ambiente! Questa giunta dichiara di essere contro il termovalorizzatore a Pantanelle, e poi strizza l'occhio alla cementificazione del Monferrato e zone limitrofe con un progetto che trasforma il Centro Naturale di Galceti in Disneyland cementil-affaristico mascherato di ambientalismo e buone intenzioni. Primavera di Prato si opporrà a qualsiasi disegno di cementificazione sul Monteferrato.
Altro che tutela dell'ambiente! Questa giunta dichiara di essere contro il termovalorizzatore a Pantanelle, e poi strizza l'occhio alla cementificazione del Monferrato e zone limitrofe con un progetto che trasforma il Centro Naturale di Galceti in Disneyland cementil-affaristico mascherato di ambientalismo e buone intenzioni. Primavera di Prato si opporrà a qualsiasi disegno di cementificazione sul Monteferrato.
venerdì 5 febbraio 2010
Mosca dichiara guerra: «Non passeranno»
Ferma presa di posizione del Presidente della Circoscrizione Ovest Giovanni Mosca: «Non passeranno». L'articolo pubblicato ieri su "Il Tirreno":
Il piano d’azione è stato messo a punto l’altra sera in una riunione al circolo di Maliseti: coinvolgimento del Pd della circoscrizione Ovest per un’opposizione serrata e se non basta la creazione di un comitato di cittadini «al quale - dice il presidente Giovanni Mosca - non potrò non fare parte». Guerra senza quartiere della frazione al progetto che coinvolgerà l’area di Maliseti ai piedi del Monteferrato, una porzione di terreno di una ventina di ettari tra via San Martino per Galceti, via Gorello e via Coppola, l’ultimo spazio non edificato di quella parte di città. Il “non passeranno” è più che netto, perché il progetto è giudicato «faraonico», perché «è compito dell’amministrazione - spiega Mosca - salvaguardare l’ambiente e il paesaggio soprattutto in una realtà come quella pratese caratterizzata da un’elevata urbanizzazione. Ci saremmo aspettati, semmai, l’estensione dell’area protetta del Monteferrato e non la decisione di caricare di metri cubi di cemento i terreni immediatamente limitrofi».
Le ragioni del “no” però sono anche altre: la densità abitativa della frazione, certamente, ma soprattutto l’assetto della strade. «Cento appartamenti, un albergo e tutto il resto - aggiunge il presidente della Circoscrizione - avrebbero un impatto devastante sul sistema viario della frazione e in generale della tangenziale, anche in previsione della costruzione del nuovo ospedale». E conclude: «Maliseti è riuscita a mantenere, nonostante i problemi, una certa identità. Ma ha bisogno di investimenti per il recupero dell’esistente, mi riferisco a vecchie case e agli stanzoni, non certo di speculazioni che non porteranno alcun beneficio alla popolazione residente». Contro la lottizzazione è in calendario un’assemblea pubblica. La guerra è dichiarata.
Il piano d’azione è stato messo a punto l’altra sera in una riunione al circolo di Maliseti: coinvolgimento del Pd della circoscrizione Ovest per un’opposizione serrata e se non basta la creazione di un comitato di cittadini «al quale - dice il presidente Giovanni Mosca - non potrò non fare parte». Guerra senza quartiere della frazione al progetto che coinvolgerà l’area di Maliseti ai piedi del Monteferrato, una porzione di terreno di una ventina di ettari tra via San Martino per Galceti, via Gorello e via Coppola, l’ultimo spazio non edificato di quella parte di città. Il “non passeranno” è più che netto, perché il progetto è giudicato «faraonico», perché «è compito dell’amministrazione - spiega Mosca - salvaguardare l’ambiente e il paesaggio soprattutto in una realtà come quella pratese caratterizzata da un’elevata urbanizzazione. Ci saremmo aspettati, semmai, l’estensione dell’area protetta del Monteferrato e non la decisione di caricare di metri cubi di cemento i terreni immediatamente limitrofi».
Le ragioni del “no” però sono anche altre: la densità abitativa della frazione, certamente, ma soprattutto l’assetto della strade. «Cento appartamenti, un albergo e tutto il resto - aggiunge il presidente della Circoscrizione - avrebbero un impatto devastante sul sistema viario della frazione e in generale della tangenziale, anche in previsione della costruzione del nuovo ospedale». E conclude: «Maliseti è riuscita a mantenere, nonostante i problemi, una certa identità. Ma ha bisogno di investimenti per il recupero dell’esistente, mi riferisco a vecchie case e agli stanzoni, non certo di speculazioni che non porteranno alcun beneficio alla popolazione residente». Contro la lottizzazione è in calendario un’assemblea pubblica. La guerra è dichiarata.
"Il Tirreno": Maxi intervento su Maliseti e Galceti
L'articolo di Cristina Orsini pubblicato ieri sul quotidiano "Il Tirreno":Cinquanta ettari di terreni, metro più metro meno, da Maliseti al parco di Galceti. Ha queste dimensioni il maxiintervento, già presentato all’amministrazione comunale da tre privati su progetto dell’architetto Stefano Bruno, e che si giocherà - se andrà in porto - su due aree diverse ma attigue della città: Maliseti e Galceti, entrambe delicatissime.
Mossa e contromossa per realizzare il nuovo, tecnologicamente all’avanguardia, Centro di scienze naturali e contemporaneamente, grazie ai meccanismi della perequazione, edificare quella vasta piana ai piedi del Monteferrato che ricade sul territorio di Maliseti. Da una parte cioè i privati si fanno carico degli onori e degli oneri della trasformazione del centro che già attualmente è visitato da 40mila persone l’anno, regalando nuovi terreni e provvedendo la loro edificazione e dall’altra provano a rientrare dall’investimento con una lottizzazione di tutto rispetto a Maliseti (anche questa su terreni di proprietà) che prevede case ma anche strutture di servizio pubblico. Vediamo nel dettaglio.
L’intervento a Galceti. Il progetto - realizzato gratuitamente, per ora, da Bruno e con la consulenza tecnico-scientifica del direttore del centro Gilberto Tozzi - prevede come prima mossa l’acquisizione gratuita di circa 30 ettari di campi da trasformare in parco. Complessivamente l’area del centro dai 18 ettari attuali arriverebbe così a quasi 50. All’interno - i lavori sono previsti per lotti - si andrebbe dalla messa in sicurezza dell’esistente e alla realizzazione delle nuove strutture. In primo luogo i due blocchi museali. Il primo di tre piani completamente interrati così da evitare qualsiasi impatto nell’ambiente. All’interno oltre le sale per le esposizioni un auditorium da circa 1500 persone, bar, un ristorante dal 700 coperti, negozi per lo shopping e un acquario di acqua dolce con la fauna regionale. Oltre al museo ipogeo un altro spazio, fuori terra questa volta, collegato ad un “tepidarium”, una sorta di serra che conterrà la fauna esotica che il centro reccoglie e cura e le piante che hanno necessità di vivere in ambiente climatizzato e umido. Di fianco nascerà la serra delle farfalle. Assieme alle sale espositive, nell’edificio, sono previsti il centro meteo, con i terminali per il monitoraggio dell’intera provincia e sull’apice il nuovo osservatorio astronomico con trecento posti a sedere. Non mancherà, ovviamente, il nuovo planetarium. Poi un “chicca”: nei cinque ettari di terreno già di proprietà del Comune, il Centro ha intenzione di realizzare il “parco dei dinosauri”, ovvero l’area nella quale mettere in mostra la fauna del Quaternario che viveva nella piana: tigri a sciabola, elefanti, rinoceronti col vello. Il tutto per un investimento tra i 25 e i 30 milioni di euro che prevede anche strutture in bioarchitettura e l’autosufficienza dal punto di vista energetico. Previsti - a regime, se mai il progetto andrà in porto - tra i 350 e i 400mila visitatori all’anno.
Case e non solo a Maliseti. Il meccanismo proposto dai privati, disponibili a riversare una valanga di milioni per valorizzare i terreni sul versante Galceti, prevede un altrettanto remunerativo intervento sul versante Maliseti. Da realizzare contemporaneamente o quasi. I terreni, oggi a destinazione agricola, sono già dei tre privati che chiedono di perequare ottenendo, sull’area di piedi del Monteferrato, una capacità edificatoria se non pari ai 20-30 milioni da spendere sul Centro, almeno consistente. Per realizzare cosa? Almeno 50mila metro cubi di abitazioni (pari a circa un centinaio di appartamenti), un albergo-foresteria per 100-120 persone che verrebbe destinato ai visitatori del centro di Galceti, una scuola e una struttura di edilizia protetta. L’area che gli edifici occuperebbero sarebbe di tre ettari, gli altri 18 ettari sarebbero trasformati in parco didattico.
Un po’ di storia. L’enorme lottizzazione a Maliseti è stata ridimensionata rispetto ai volumi iniziali, di circa i due terzi. Perché il progetto non è nuovo ma è datato 2006 quando venne presentato e “congelato” per essere messo, sostanziosamente “tagliato”, eventualmente nella variante generale del nuovo piano strutturale dall’allora giunta Romagnoli. Ridimensionamento preteso anche dall’attuale amministrazione: eccessivo l’impatto della nuova cittadella (gli appartamenti a Maliseti inizialmente erano 300). Il “no” è stato ribadito dal vicesindaco con delega all’Ambiente Goffredo Borchi (allora membro della commissione urbanistica) e confermato dall’assessore all’Urbanistica Gianni Cenni che ben presto - forse la prossima settimana - incontrerà il progettista dell’intervento. «Se pure non si può pensare di fare la riqualificazione del centro di Galceti, che ha comunque necessità di opere urgenti, con i soldi del Comune - spiega Borchi - è comunque necessario pensare a un progetto di minor impatto su un’area tanto delicata come quella ai piedi del Monteferrato». Secondo il vicesindaco «non c’è alcuna necesità di fare un investimento così forte sul Centro di scienze naturali. Per il nuovo museo - dice - basteranno 6,7 milioni di euro. Da valutare anche - aggiunge - la possibilità che anche l’amministrazione pubblica metta qualcosa e quanti finanziamenti riusciremo a reperire dall’Europa». Una cosa è certa, secondo Borchi: «Se la cosa si farà dovrà avere la massima trasparenza e la condivisione dei cittadini».
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