Il filmato del servizio sull'assemblea pubblica promossa dal Comitato trasmesso nel corso dell'edizione di sabato 20 febbraio 2010 del telegiornale "Prato Notizie":
lunedì 22 febbraio 2010
"Il Tirreno": Veto bipartisan alla lottizzazione di Maliseti
L'articolo sull'assemblea del 19 febbraio pubblicato dal quotidiano "Il Tirreno":
Un’assemblea da tutto esaurito quella che l’altra sera, al circolo “Quinto Martini” di Maliseti, ha visto riuniti i sostenitori del comitato “Per Maliseti. No Cemento”. Seppellire il progetto di cementificazione. E’ un veto convinto e bipartisan quello emerso da un’assemblea che vedeva tutte le realtà associative della frazione di Maliseti riunite contro la lottizzazione dell’area agricola compresa tra via Coppola, via del Gorello e via S.Martino per Galceti.
Per prima si è alzata la voce del presidente del Comitato, Paolo Sambo. «Ci rendiamo conto della necessità di migliorare l’attuale sede del Centro di Scienze Naturali di Galceti, ma questo non può assolutamente avvenire in cambio di una colata di cemento a Maliseti» ha detto Sambo. «Aderiamo con grande convinzione al Comitato - ha aggiunto il consigliere circoscrizionale Pdl Renato Montagnolo - il territorio di Maliseti non è in vendita». C’era anche il presidente della Circoscrizione Ovest e cittadino di Maliseti, Giovanni Mosca. L’obbiettivo è chiaro e semplice: archiviare per sempre il progetto di cementificazione. «Il terreno a destinazione agricola deve rimanere tale per salvaguardare uno dei pochi corridoi ecologici rimasti in città e per evitare conseguenze pesantissime sulla viabilità della zona. Per questo - ha concluso Mosca - ci opporremo con tutte le nostre forze affinchè il progetto venga archiviato in modo definitivo». E proprio per questo Mosca chiederà un incontro al Sindaco Roberto Cenni e all’assessore all’urbanistica, oltre a presentare un ordine del giorno al consiglio della Circoscrizione Ovest per seppellire il progetto. Insomma, la raccolta di firme continua, il sostegno alla protesta coinvolge lentamente le frazioni vicine e poi il resto della città. «Perchè - sostengono gli abitanti di Maliseti - in gioco c’è la nostra salute e la riserva d’ossigeno di tutta la città. Alle istituzioni chiediamo trasparenza e capacità d’ascolto dei cittadini».
Un’assemblea da tutto esaurito quella che l’altra sera, al circolo “Quinto Martini” di Maliseti, ha visto riuniti i sostenitori del comitato “Per Maliseti. No Cemento”. Seppellire il progetto di cementificazione. E’ un veto convinto e bipartisan quello emerso da un’assemblea che vedeva tutte le realtà associative della frazione di Maliseti riunite contro la lottizzazione dell’area agricola compresa tra via Coppola, via del Gorello e via S.Martino per Galceti.
Per prima si è alzata la voce del presidente del Comitato, Paolo Sambo. «Ci rendiamo conto della necessità di migliorare l’attuale sede del Centro di Scienze Naturali di Galceti, ma questo non può assolutamente avvenire in cambio di una colata di cemento a Maliseti» ha detto Sambo. «Aderiamo con grande convinzione al Comitato - ha aggiunto il consigliere circoscrizionale Pdl Renato Montagnolo - il territorio di Maliseti non è in vendita». C’era anche il presidente della Circoscrizione Ovest e cittadino di Maliseti, Giovanni Mosca. L’obbiettivo è chiaro e semplice: archiviare per sempre il progetto di cementificazione. «Il terreno a destinazione agricola deve rimanere tale per salvaguardare uno dei pochi corridoi ecologici rimasti in città e per evitare conseguenze pesantissime sulla viabilità della zona. Per questo - ha concluso Mosca - ci opporremo con tutte le nostre forze affinchè il progetto venga archiviato in modo definitivo». E proprio per questo Mosca chiederà un incontro al Sindaco Roberto Cenni e all’assessore all’urbanistica, oltre a presentare un ordine del giorno al consiglio della Circoscrizione Ovest per seppellire il progetto. Insomma, la raccolta di firme continua, il sostegno alla protesta coinvolge lentamente le frazioni vicine e poi il resto della città. «Perchè - sostengono gli abitanti di Maliseti - in gioco c’è la nostra salute e la riserva d’ossigeno di tutta la città. Alle istituzioni chiediamo trasparenza e capacità d’ascolto dei cittadini».
mercoledì 17 febbraio 2010
Un gruppo su Facebook
Su Facebook è nato il gruppo "Galceti libera dal cemento", promosso da Marco Monzali di RadioGas. In pochi giorni sono già più di 1.000 gli iscritti, con adesioni politicamente trasversali, la battaglia si estende a tutta la città!"Non importa chi c'è dietro, se la destra, la sinistra o Garibaldi - scrive Monzali - quello che importa è che c'è un progetto per rovinare per sempre una delle più belle zone di Prato, uno dei pochi angoli ancora vergini. E' uno schifo, un'oscenità che va fermata senza se e senza ma!"
Link al gruppo:
http://www.facebook.com/group.php?gid=290119401996&ref=ts#!/group.php?v=wall&ref=ts&gid=290119401996
martedì 16 febbraio 2010
"La Nazione": Niente cemento e case a Maliseti
L'articolo di Leonardo Biagiotti pubblicato sul quotidiano "La Nazione":
Le firme ci sono, il progetto definitivo ancora no. A Maliseti è scoppiata la guerra del mattone, ovvero una protesta diffusa portata avanti dal comitato "Per Maliseti. No cemento!" promosso fra gli altri dal presidente del quartiere Giovanni Mosca, dall’ex consigliere di circoscrizione Paolo Sambo, che ne è il presidente, dall’ex deputato Mauro Vannoni e da alcuni cittadini come i presidenti di Misericordia e Croce d’oro ed i rappresentanti dell’Ac Maliseti, del bocciodromo, del comitato Insieme per Maliseti e del circolo Arci. In poche ore hanno raccolto 750 firme (e migliaia di adesioni su Facebook), fra le quali quella del parroco del paese, per dire no ad «un progetto di cementificazione massiccia con centinaia di case» che prenderebbe vita tra via Coppola, via del Gorello e via San Martino per Galceti.
Il condizionale però è d’obbligo perché il progetto per ora è sospeso, basta ascoltare il vice sindaco e assessore all’ambiente Goffredo Borchi: «Così com’è impostato quel piano non vedrà mai la luce — ha detto ieri — tant’è che abbiamo chiesto al progettista di ripresentarlo riducendo considerevolmente le volumetrie. Questa protesta è pretestuosa, un processo alle intenzioni». Dove sta, allora, la verità? La questione è complessa. Attualmente è fermo in Comune da un bel po’ un piano che prevede la costruzione di 100 appartamenti e altri edifici («c’è anche un albergo», protestano da Maliseti) in un terreno privato a ridosso dell’area protetta del Monteferrato. Un piano già presentato alla vecchia amministrazione e bloccato per il troppo cemento. La nuova giunta in questi mesi l’ha rimesso sotto la lente cercando di capire, parole di Borchi, «se è possibile trovare un equilibrio tra l’interesse pubblico e quello privato», un compito che sta portando avanti anche il titolare dell’urbanistica Gianni Cenni.
Residenti ed esponenti politici di Maliseti non hanno gradito questo rinnovato interesse perché considerano «la lottizzazione insostenibile», anche se Borchi ha ribadito ieri che in effetti «i volumi sono eccessivi» e per questo è in corso una trattativa con proprietà e progettista per arrivare, eventualmente, ad una nuova soluzione che non violenti il territorio. Il comitato però va avanti e per venerdì alle 21 ha convocato un’assemblea pubblica al circolo Arci Quinto Martini. Perche’ la giunta si è interessata di nuovo al progetto esponendosi alle proteste? Perché da lì potrebbe arrivare una parte dei soldi, tramite gli oneri di urbanizzazione, per realizzare la nuova sede del Centro di Scienze Naturali. Non solo, ai privati il Comune ha chiesto anche un’area verde e una colonica, da ristrutturare a spese della proprietà attuale, da adibire a sede provvisoria del centro se l’amministrazione, e questo è un altro fronte, troverà l’accordo con la Curia per lasciare la sede storica.
L’attuale edificio che ospita il Centro di Scienze Naturali, infatti, appartiene alla Chiesa che sarebbe interessata a riprenderlo. Il Comune chiede però di avere una parte dei terreni, sempre della Curia, che si trovano sotto l’edificio, un altro pezzo del futuro, maxi centro di Galceti. C’era già un accordo preliminare ma ora sono sorti problemi. Ieri Borchi ha incontrato il vicario del vescovo e il tecnico di riferimento della Curia, ma per ora le parti restano distanti e quindi sulla lottizzazione di Maliseti c’è un altro punto interrogativo. A conti fatti, dunque, di sicuro ci sono solo le firme.
Le firme ci sono, il progetto definitivo ancora no. A Maliseti è scoppiata la guerra del mattone, ovvero una protesta diffusa portata avanti dal comitato "Per Maliseti. No cemento!" promosso fra gli altri dal presidente del quartiere Giovanni Mosca, dall’ex consigliere di circoscrizione Paolo Sambo, che ne è il presidente, dall’ex deputato Mauro Vannoni e da alcuni cittadini come i presidenti di Misericordia e Croce d’oro ed i rappresentanti dell’Ac Maliseti, del bocciodromo, del comitato Insieme per Maliseti e del circolo Arci. In poche ore hanno raccolto 750 firme (e migliaia di adesioni su Facebook), fra le quali quella del parroco del paese, per dire no ad «un progetto di cementificazione massiccia con centinaia di case» che prenderebbe vita tra via Coppola, via del Gorello e via San Martino per Galceti.
Il condizionale però è d’obbligo perché il progetto per ora è sospeso, basta ascoltare il vice sindaco e assessore all’ambiente Goffredo Borchi: «Così com’è impostato quel piano non vedrà mai la luce — ha detto ieri — tant’è che abbiamo chiesto al progettista di ripresentarlo riducendo considerevolmente le volumetrie. Questa protesta è pretestuosa, un processo alle intenzioni». Dove sta, allora, la verità? La questione è complessa. Attualmente è fermo in Comune da un bel po’ un piano che prevede la costruzione di 100 appartamenti e altri edifici («c’è anche un albergo», protestano da Maliseti) in un terreno privato a ridosso dell’area protetta del Monteferrato. Un piano già presentato alla vecchia amministrazione e bloccato per il troppo cemento. La nuova giunta in questi mesi l’ha rimesso sotto la lente cercando di capire, parole di Borchi, «se è possibile trovare un equilibrio tra l’interesse pubblico e quello privato», un compito che sta portando avanti anche il titolare dell’urbanistica Gianni Cenni.
Residenti ed esponenti politici di Maliseti non hanno gradito questo rinnovato interesse perché considerano «la lottizzazione insostenibile», anche se Borchi ha ribadito ieri che in effetti «i volumi sono eccessivi» e per questo è in corso una trattativa con proprietà e progettista per arrivare, eventualmente, ad una nuova soluzione che non violenti il territorio. Il comitato però va avanti e per venerdì alle 21 ha convocato un’assemblea pubblica al circolo Arci Quinto Martini. Perche’ la giunta si è interessata di nuovo al progetto esponendosi alle proteste? Perché da lì potrebbe arrivare una parte dei soldi, tramite gli oneri di urbanizzazione, per realizzare la nuova sede del Centro di Scienze Naturali. Non solo, ai privati il Comune ha chiesto anche un’area verde e una colonica, da ristrutturare a spese della proprietà attuale, da adibire a sede provvisoria del centro se l’amministrazione, e questo è un altro fronte, troverà l’accordo con la Curia per lasciare la sede storica.
L’attuale edificio che ospita il Centro di Scienze Naturali, infatti, appartiene alla Chiesa che sarebbe interessata a riprenderlo. Il Comune chiede però di avere una parte dei terreni, sempre della Curia, che si trovano sotto l’edificio, un altro pezzo del futuro, maxi centro di Galceti. C’era già un accordo preliminare ma ora sono sorti problemi. Ieri Borchi ha incontrato il vicario del vescovo e il tecnico di riferimento della Curia, ma per ora le parti restano distanti e quindi sulla lottizzazione di Maliseti c’è un altro punto interrogativo. A conti fatti, dunque, di sicuro ci sono solo le firme.
Rossi (capogruppo Pd Provincia): «Sviluppo sostenibile per Maliseti e Galceti. Provincia chiederà l'istituzione di una conferenza dei servizi»
Sullo sviluppo di Prato non è ammissibile ignoranza degli strumenti di pianificazione. Anche in seguito alle ultime notizie riguardo la proposta dei privati per l’area di Maliseti e Galceti a cui sarebbero legate anche le sorti del Centro di Scienze Naturali, è chiaro che si sta delineando da parte del Comune di Prato un’ idea di sviluppo in cui l’istituzione non si pone obiettivi di pianificazione con una visione unitaria e strategica e quindi non è assolutamente condivisibile.
La Provincia ha sempre affermato la centralità dello “sviluppo sostenibile” e dentro il quadro normativo del Piano Territoriale di Coordinamento che è elemento costitutivo del sistema funzionale dello sviluppo stesso ed enuclea tra gli altri anche il tema dei nuclei urbani da riqualificare per lo sviluppo delle attività economiche e quello dei parchi, delle riserve, delle ANPIL e relative strutture per la loro fruizione. L’estemporaneità dell’azione amministrativa del Comune di Prato ci induce oggi come Provincia ad interloquire in modo chiaro anche attivando l’istituzione di una conferenza dei servizi dove chiaramente si ponga la questione dello sviluppo e delle compatibilità progettuali con le attuali normative vigenti. Infatti, il Comune di Prato dovrà rendere comprensibile come intende realmente valorizzare il sistema dei parchi e delle riserve ANPIL e relative strutture per la fruizione piuttosto che inserirle in interventi non chiari concertati con privati. Questo vale ovviamente anche per il Centro di Scienze Naturali, la cui valorizzazione ambientale e turistica è essenziale per lo sviluppo del nostro territorio. In tal senso la Provincia svolgerà il suo ruolo ma sulla strada intrapresa dalla precedente amministrazione comunale che è assai diversa dall’attuale. Sono necessarie chiarezza e trasparenza nell’interesse collettivo e non solo nell’interesse di pochi.
Fabio Rossi - capogruppo Pd Provincia di Prato
La Provincia ha sempre affermato la centralità dello “sviluppo sostenibile” e dentro il quadro normativo del Piano Territoriale di Coordinamento che è elemento costitutivo del sistema funzionale dello sviluppo stesso ed enuclea tra gli altri anche il tema dei nuclei urbani da riqualificare per lo sviluppo delle attività economiche e quello dei parchi, delle riserve, delle ANPIL e relative strutture per la loro fruizione. L’estemporaneità dell’azione amministrativa del Comune di Prato ci induce oggi come Provincia ad interloquire in modo chiaro anche attivando l’istituzione di una conferenza dei servizi dove chiaramente si ponga la questione dello sviluppo e delle compatibilità progettuali con le attuali normative vigenti. Infatti, il Comune di Prato dovrà rendere comprensibile come intende realmente valorizzare il sistema dei parchi e delle riserve ANPIL e relative strutture per la fruizione piuttosto che inserirle in interventi non chiari concertati con privati. Questo vale ovviamente anche per il Centro di Scienze Naturali, la cui valorizzazione ambientale e turistica è essenziale per lo sviluppo del nostro territorio. In tal senso la Provincia svolgerà il suo ruolo ma sulla strada intrapresa dalla precedente amministrazione comunale che è assai diversa dall’attuale. Sono necessarie chiarezza e trasparenza nell’interesse collettivo e non solo nell’interesse di pochi.
Fabio Rossi - capogruppo Pd Provincia di Prato
Montagnolo (consigliere circoscrizione Pdl): «Contrari alla cementificazione»
Anche CasaPound Italia Prato si dichiara contraria all’ipotesi, ancora al vaglio dell’amministrazione, di concedere a privati una massiccia cementificazione sull’area di Maliseti, quale merce di scambio per ottenere dagli stessi le risorse finanziarie da destinare alla riqualificazione del Centro di Scienze naturali di Galceti.
«Qui non c’entra il colore o l’appartenenza politica - dice Renato Montagnolo, consigliere circoscrizionale Pdl – qui si sta parlando di una battaglia per il bene del nostro territorio e dei loro residenti, che come tale dovrebbe essere totalmente trasversale agli schieramenti. Cento appartamenti più altri edifici costruiti su una zona a ridosso dell’area verde del Monferrato comporterebbero dei gravi problemi anche in tema di viabilità ed impatto ambientale. Proprio per questo abbiamo deciso, in maniera autonoma e volontaria, di aderire al comitato “Per Maliseti – No cemento”, apponendo sì la nostra firma alla protesta, ma confidando in ogni caso nelle capacità valutative di questa giunta e dei suoi amministratori».
«Qui non c’entra il colore o l’appartenenza politica - dice Renato Montagnolo, consigliere circoscrizionale Pdl – qui si sta parlando di una battaglia per il bene del nostro territorio e dei loro residenti, che come tale dovrebbe essere totalmente trasversale agli schieramenti. Cento appartamenti più altri edifici costruiti su una zona a ridosso dell’area verde del Monferrato comporterebbero dei gravi problemi anche in tema di viabilità ed impatto ambientale. Proprio per questo abbiamo deciso, in maniera autonoma e volontaria, di aderire al comitato “Per Maliseti – No cemento”, apponendo sì la nostra firma alla protesta, ma confidando in ogni caso nelle capacità valutative di questa giunta e dei suoi amministratori».
sabato 13 febbraio 2010
Maliseti in lutto: è morto Giuliano Bartoli
Cordoglio a Maliseti per la scomparsa di Giuliano Bartoli, presidente del Circolo Arci "Quinto Martini". La salma si trova esposta presso i locali del Circolo. Il funerale avrà luogo lunedì alle ore 10 nella chiesa parrocchiale "S.Giovanni Battista" a Maliseti.
La raccolta firme promossa dal Comitato è sospesa fino a lunedì per lutto.
La raccolta firme promossa dal Comitato è sospesa fino a lunedì per lutto.
venerdì 12 febbraio 2010
"Metropoli". Maliseti in guerra contro la lottizzazione: «Uno scempio»
Il progetto di edificare nella piana ai piedi del Monteferrato nella frazione di Maliseti, già presentato all'amministrazione comunale, incassa la contrarietà della frazione che in questi giorni si è mobilitata per organizzare due iniziative.
La prima è stata la raccolta firme per costituire il Comitato "Per Maliseti. No cemento!", rappresentato dal Circolo Arci Quinto Martini, A.C. Maliseti, comitato "Insieme per Maliseti", Misericordia sezione di Maliseti, Croce d'Oro sezione Maliseti-Prato Nord, Bocciodromo di Maliseti. Tanti gli altri nominativi che si stanno aggiungendo in questi giorni a sostegno del comitato. L'altra iniziativa è l'assemblea pubblica fissata per il 19 febbraio presso il Circolo Quinto Martini a Maliseti (alle 21).
Su Facebook in tre giorni sono arrivate oltre 1.000 adesioni trasversali al gruppo "Galceti libera dal cemento". Il grido che arriva dalla frazione è unanime: edificare in quell'area, l'unica della zona rimasta a verde, sarebbe uno scempio non solo per il Monteferrato ma anche per tutta la città di Prat. L'intervento di edificazione a cui, al momento, è legato il progetto del nuovo Centro di Scienze Naturali, potrebbe ridimensionarsi se l'amministrazione riuscisse a trovare i finanziamenti europei. Il Comune non ha i soldi per ampliare il Centro. L'intervento dei tre privati proprietari dell'area, garantirebbe la trasformazione del Centro di Galceti, con la "compensazione" però dell'investimento a Maliseti con un centinaio di appartamenti (300 quelli previsti inizialmente), un albergo-foresteria, una scuola ed una residenza protetta. Per il Centro di Galceti si parla di un passaggio dagli atuali 40mila visitatori l'anno a circa 400mila. Il maxi intervento potrebbe essere approvato prima di quanto sembri, considerato che Galceti ha necessità di opere urgenti e che la variante per il passaggio di quel terreno, 50 ettari da Maliseti al parco di Galceti, da agricolo a edificabile, potrebbe essere inserita in quella generale del piano strutturale sul quale la discussione dovrebbe ripartire a breve, quasi certamente all'indomani delle elezioni regionali.
Il dibattito a Maliseti è molto acceso. «Trovarsi tutti quegli appartamenti nell'unico punto verde che c'è a Maliseti sarebbe un duro colpo. Il paese ne risentirebbe - commenta Marco Zarro, responsabile della sezione locale della Croce d'Oro - Poi c'è la questione della viabilità in una realtà già sofferente su questo tema».
«Si va ad intaccare unaa delle parti più belle di Prato che è patrimonio di tutta la città e che, fra l'altro, in passato ha già dato molto - sottolinea l'ex-deputato Mauro Vannoni che vive a Maliseti Questo è uno spazio eccezionale che dà una buona qualità dell'abitare. Ma il nocimento sarebbe per tutta Prato. Se si vuole fare un progetto di ampliamento di Galceti che porti 400mila visitatori l'anno, allora quel progetto diventi quantomeno regionale. Si cerchino altri fondi. Nello specifico c'è anche un problema di carattere culturale: il tessuto connettivo delle frazioni è indispensabile per la tenuta della città, altrimenti si rischia di dare inizio a un processo di decomposizione. Anche per questo siamo contrari a questa realizzazione, senza se e senza ma, e chiediamo che l'amministrazione ci dica quali sono le sue reali intenzioni, sapendo che questa materia non è contrattabile».
Del costituendo comitato non poteva non far parte anche il presidente della Circoscrizione Ovest, Giovanni Mosca: «Va bene la riqualificazione del Centro di Galceti ma non ci può essere una contrattazione su Maliseti. Il rischio è il degrado anche sociale e culturale della frazione».
Sulla qustione il vicesindaco con delega all'ambiente, Goffredo Borchi, ha dato rassicurazioni: l'operazione, se mai andrà in porto, ha detto, saà trasparente e sarà condivisa con i cittadini.
Ma il no di Maliseti all'operazione rimane incondizionato. «Ci opponiamo ad una cementificazione selvaggia, senza criterio - commenta Gianni Luca Pacini, presidente dell'A.C. Maliseti - Bisogna trovare un giusto accordo, per esempio, pensando anche alla creazione di luoghi di aggregazione. Non si può realizzare un intervento del genere, facendo solo cemento».
«Sarebbe un'operazione che soffocherebbe Maliseti - aggiunge Pietro Bianchi, presidente del comitato "Insieme per Maliseti" - E' un bene che il Centro di Galceti venga valorizzato ma bisogna trovare i fondi europei. Ricordo che Maliseti ha un carcere e che la popolazione è sempre stata disposta a dare una mano, Maliseti non è un bastian contrario. Ma pensiamo ad altre strade: in collaborazione con la Regione Toscana, Prato potrebbe attingere ai finanziamenti europei con cui si fanno i progetti seri».
«Stiamo parlando di una delle poche aree vergini rimaste a ridosso dell'area protetta - ricorda Paolo Sambo, ex vicepresidente della commissione urbanistica della Circoscrizione Ovest e ora presidente del costituendo comitato - Maliseti non è contro l'ampliamento del Centro di Galceti, ma la sua valorizzazione deve avvenire attraverso altre strade, per esempio quella dei bandi europei, e non con una lottizzazione così forte a beneficio di investitori privati. Vorrei sottolineare anche che Maliseti è già densamente abitata, non potrebbe sopportare l'impatto sia a livello di vivibilità che di questione viaria. Già oggi la frazione soffre di una carenza di entrare e di uscite. Sulla tangenziale verrà poi costruito il nuovo ospedale. La sensazione è che si stiano strumentalizzando le esigenze del Centro di Galceti che sta a cuore a tutti per fare un maxi intervento».
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