Finisce in maniera ufficiale l’era Tozzi al Centro di scienze naturali di Galceti. Fiorenzo Gei, ex insegnante pratese di tecniche di laboratorio alle scuole superiori, sostituirà infatti Gilberto Tozzi alla direzione del Csn. Lo ha deciso il nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione che sovraintende al parco naturale.
Il cambio della guardia avviene dopo oltre quarant’anni di direzione di Gilberto Tozzi, fondatore del Csn, finito al centro di uno scandalo che la scorsa estate ha visto aprire un fascicolo di indagine contro di lui per esercizio abusivo della professione veterinaria. Il nuovo Cda della fondazione, nominato a gennaio e guidato dal presidente Pamela Bicchi, ha cercato di tracciare una nuova rotta: dopo tre mesi di consultazioni e programmi è arrivato il nome del nuovo direttore, Fiorenzo Gei, che stava ricoprendo il ruolo di consigliere nel nuovo CdA. Il presidente Pamela Bicchi parla di ”passaggio epocale, dopo una gestione che dura dalla nascita del centro stesso”. Poi spiega: ”Senza i signori Tozzi noi adesso non saremmo qui a parlare del Csn e del suo futuro. Dobbiamo necessariamente ricordare che il Csn appartiene alla città”. Pamela Bicchi non vuole entrare nel merito dell’inchiesta per rispettare la magistrature e le parti, ma riguardo al passato spiega: ”Questo nuovo Consiglio si trova a dover traghettare il centro in questa nuova fase della sua storia, fase che richiede obbligatoriamente coraggio, scelte precise ed a volte anche dolorose. Sì, perché è chiaro a tutti noi, come questa vera e propria istituzione abbia sofferto purtroppo di un male comune riscontrato anche in altre parti importanti della città; l’esser stata lasciata da sola”. Fonte: Notizie di Prato
venerdì 29 aprile 2011
venerdì 18 febbraio 2011
Borchi al Metastasio risponde ad una domanda sul CSN
Goffredo Parretti, Luca Tofani e Luciana Becherini chiedono: Cosa ne sarà dell’area del Centro di Scienze Naturali di Galceti. Perché cementificarla? E’ aperto un cantiere per la costruzione di bifamiliari, perché è stata scelta questa direzione?
L'Assessore all’Ambiente Goffredo Borchi ha risposto così: “Ecco un’altra questione su cui prevale una cattiva informazione, anzi una volontà precisa di fare cattiva informazione. E’ bene ricordare che il progetto per il parco di Galceti che oggi incute timori, fu presentato alla giunta Romagnoli, vagilato dall’amministrazione Romagnoli, bocciato dalla Commissione consiliare della quale io e l’attuale assessore all’Urbanistica Gianni Cenni facevamo parte, naturalmente all’opposizione. Un progetto, insomma, morto e sepolto. La nostra intenzione è stata anzitutto quella di capire, approfondire e valutare le vere intenzioni dei vari proprietari che stanno intorno all’area. Per fare questo è stato aperto un tavolo che, dopo svariati incontri, è stato chiuso praticamente con un nulla di fatto. Ora si sta lavorando ad una ipotesi minore rispetto a quella iniziale, con cui si potrà dare nuova vita al Centro di Scienze Naturali che ha molti bisogni. E’ al vaglio un lavoro di ricucitura di aspetti che nel tempo si sono degradati e mi riferisco anche al museo e alla struttura. Tra l’altro si tratta di una proprietà della Curia la quale ci chiede di tornarne in possesso e quindi c’è da spostare il Centro e già abbiamo individuato almeno un’alternativa su una proprietà comunale”.
L'Assessore all’Ambiente Goffredo Borchi ha risposto così: “Ecco un’altra questione su cui prevale una cattiva informazione, anzi una volontà precisa di fare cattiva informazione. E’ bene ricordare che il progetto per il parco di Galceti che oggi incute timori, fu presentato alla giunta Romagnoli, vagilato dall’amministrazione Romagnoli, bocciato dalla Commissione consiliare della quale io e l’attuale assessore all’Urbanistica Gianni Cenni facevamo parte, naturalmente all’opposizione. Un progetto, insomma, morto e sepolto. La nostra intenzione è stata anzitutto quella di capire, approfondire e valutare le vere intenzioni dei vari proprietari che stanno intorno all’area. Per fare questo è stato aperto un tavolo che, dopo svariati incontri, è stato chiuso praticamente con un nulla di fatto. Ora si sta lavorando ad una ipotesi minore rispetto a quella iniziale, con cui si potrà dare nuova vita al Centro di Scienze Naturali che ha molti bisogni. E’ al vaglio un lavoro di ricucitura di aspetti che nel tempo si sono degradati e mi riferisco anche al museo e alla struttura. Tra l’altro si tratta di una proprietà della Curia la quale ci chiede di tornarne in possesso e quindi c’è da spostare il Centro e già abbiamo individuato almeno un’alternativa su una proprietà comunale”.
venerdì 11 febbraio 2011
Istituito il Consiglio scientifico per la tutela e lo sviluppo dei parchi
E' stato istituito il Consiglio scientifico cittadino per la tutela e lo sviluppo dei parchi: ne faranno parte, in questa prima fase, undici esperti "nel campo delle scienze naturali e della terra, dell’architettura e del paesaggio, dell’archeologia e della land art", che opereranno in stretta collaborazione fra loro e con gli uffici comunali preposti e, in particolare, con il sindaco e l’assessore all’Ambiente.
L'istituzione del nuovo organismo è stata deliberata dalla Giunta comunale interessata a dotarsi del supporto di un autorevole e competente gruppo di esperti che possano interagire con l’Amministrazione Comunale, sia a livello consultivo che operativo, nella gestione per la salvaguardia, la promozione e la valorizzazione delle aree verdi del territorio.
"Il territorio comunale di Prato - ha spiegato il vice-sindaco e assessore all'Abiente Goffredo Borchi -, oltre alle valenze socio-economiche che lo hanno connotato come distretto industriale primario nel panorama nazionale, è caratterizzato da un diffuso patrimonio ambientale e storico-paesaggistico che si concretizza in un articolato sistema di parchi. Per consentire lo sviluppo di tutte le attività che in queste aree possono essere intraprese abbiamo sentito l'esigenza di avvalerci del supporto di un gruppo di esperti in grado di preservare e valorizzare il rilevante interesse naturalistico, agro-rurale, archeologico e storico del nostro patrimonio ambientale".
Il Consiglio scientifico opererà a supporto dell’intero sistema dei parchi municipali che comprende le aree protette del parco delle Cascine di Tavola, del Monteferrato e della Calvana, l’ambito territoriale di Gonfienti e il parco fluviale del Bisenzio, tutte aree che presentano caratteristiche differenziate sia da un punto di vista morfologico- paesaggistico che storico- culturale, sia per la flora e fauna presenti.
A questi ambiti territoriali già istituzionalizzati, o in corso di istituzionalizzazione, come l’area archeologica di Gonfienti e il parco fluviale del Bisenzio, si aggiungeranno altri territori di non inferiore rilevanza quali l’oasi naturalistica e faunistica delle Pantanelle, il museo della Pace e il museo all’aperto dell’Arte e della Sculture che dovrà sorgere a Prato Est in prossimità del centro d’Arte Contemporanea, e altri che potranno aggiungersi per la riqualificazione e la rigenerazione ambientale ed artistica del territorio pratese. In questi luoghi la presenza di installazioni e opere d’arte assumerà un ruolo strategico per la valorizzazione degli stessi parchi.
Agli esperti del Consiglio scientifico spetterà il compito di svolgere attività di di studio e monitoraggio, di ricerca e di analisi, di indirizzo, relative alle problematiche di carattere ambientale, territoriale, storico-artistico, culturale, archeologico, naturalistico e per la difesa della flora e fauna. Non percepiranno alcuna indennità, ma si prevede un rimborso spese.
I componenti del consiglio sono nominati dal sindaco. Questi i nominativi di coloro che ne faranno parte: Marco Bastogi (geologo), Federico Maetzke (forestale), Giovanni Pratesi (geologo), Andrea Passini (scienze naturali), Fiorenzo Gei (chimico/speleologo), Giuseppe Centauro (architetto, paesaggista, storico del territorio e conservatore), Maurizio Marinozzi (veterinario), Giuliano Gori (collezionista ed esperto d'arte), Francesco Cervasio (ricercatore universitario), Michelangelo Zecchini (archeologo),Christian Corda (matematico, fisico). La durata in carica del Consiglio corrisponde alla durata del mandato del sindaco.
L'istituzione del nuovo organismo è stata deliberata dalla Giunta comunale interessata a dotarsi del supporto di un autorevole e competente gruppo di esperti che possano interagire con l’Amministrazione Comunale, sia a livello consultivo che operativo, nella gestione per la salvaguardia, la promozione e la valorizzazione delle aree verdi del territorio.
"Il territorio comunale di Prato - ha spiegato il vice-sindaco e assessore all'Abiente Goffredo Borchi -, oltre alle valenze socio-economiche che lo hanno connotato come distretto industriale primario nel panorama nazionale, è caratterizzato da un diffuso patrimonio ambientale e storico-paesaggistico che si concretizza in un articolato sistema di parchi. Per consentire lo sviluppo di tutte le attività che in queste aree possono essere intraprese abbiamo sentito l'esigenza di avvalerci del supporto di un gruppo di esperti in grado di preservare e valorizzare il rilevante interesse naturalistico, agro-rurale, archeologico e storico del nostro patrimonio ambientale".
Il Consiglio scientifico opererà a supporto dell’intero sistema dei parchi municipali che comprende le aree protette del parco delle Cascine di Tavola, del Monteferrato e della Calvana, l’ambito territoriale di Gonfienti e il parco fluviale del Bisenzio, tutte aree che presentano caratteristiche differenziate sia da un punto di vista morfologico- paesaggistico che storico- culturale, sia per la flora e fauna presenti.
A questi ambiti territoriali già istituzionalizzati, o in corso di istituzionalizzazione, come l’area archeologica di Gonfienti e il parco fluviale del Bisenzio, si aggiungeranno altri territori di non inferiore rilevanza quali l’oasi naturalistica e faunistica delle Pantanelle, il museo della Pace e il museo all’aperto dell’Arte e della Sculture che dovrà sorgere a Prato Est in prossimità del centro d’Arte Contemporanea, e altri che potranno aggiungersi per la riqualificazione e la rigenerazione ambientale ed artistica del territorio pratese. In questi luoghi la presenza di installazioni e opere d’arte assumerà un ruolo strategico per la valorizzazione degli stessi parchi.
Agli esperti del Consiglio scientifico spetterà il compito di svolgere attività di di studio e monitoraggio, di ricerca e di analisi, di indirizzo, relative alle problematiche di carattere ambientale, territoriale, storico-artistico, culturale, archeologico, naturalistico e per la difesa della flora e fauna. Non percepiranno alcuna indennità, ma si prevede un rimborso spese.
I componenti del consiglio sono nominati dal sindaco. Questi i nominativi di coloro che ne faranno parte: Marco Bastogi (geologo), Federico Maetzke (forestale), Giovanni Pratesi (geologo), Andrea Passini (scienze naturali), Fiorenzo Gei (chimico/speleologo), Giuseppe Centauro (architetto, paesaggista, storico del territorio e conservatore), Maurizio Marinozzi (veterinario), Giuliano Gori (collezionista ed esperto d'arte), Francesco Cervasio (ricercatore universitario), Michelangelo Zecchini (archeologo),Christian Corda (matematico, fisico). La durata in carica del Consiglio corrisponde alla durata del mandato del sindaco.
martedì 25 gennaio 2011
Pamela Bicchi è la nuova presidente del Centro di Scienze naturali di Galceti
E' Pamela Bicchi, consigliera circoscrizionale del Quartiere sud nelle file del Pdl, la nuova presidente del Centro di Scienze naturali di Galceti. La nomina è stata fatta oggi dal sindaco Roberto Cenni, che ha designato anche gli altri quattro rappresentanti del Comune che siederanno nel consiglio di amministrazione della fondazione in qualità di consiglieri: Roberto Agostini, Fiorenzo Gei, Mauro Lazzeri e Nicola Longo.
Pamela Bicchi, nata a Prato, ha 41 anni, è perito chimico-industriale e lavora presso un'azienda tessile pratese. In passato ha ricoperto un incarico anche per la Facoltà di Chimica dell'Università di Firenze. Si è candidata per la prima volta nelle elezioni comunali del 2009 venendo eletta consigliera della Circoscrizione sud. Tra gli hobby, è un'esperta di enogastronomia ed è sommelier degustatore ufficiale.
Pamela Bicchi, nata a Prato, ha 41 anni, è perito chimico-industriale e lavora presso un'azienda tessile pratese. In passato ha ricoperto un incarico anche per la Facoltà di Chimica dell'Università di Firenze. Si è candidata per la prima volta nelle elezioni comunali del 2009 venendo eletta consigliera della Circoscrizione sud. Tra gli hobby, è un'esperta di enogastronomia ed è sommelier degustatore ufficiale.
lunedì 24 gennaio 2011
Cenni: «La sede del Csn in una colonica a Galceti». Una semplice domanda...
Sull'edizione di sabato 22 gennaio del quotidiano "La Nazione", sempre ben informato sulle intenzioni dell'attuale amministrazione comunale, in una box a pagina 4 si riportano alcune considerazioni del sindaco Cenni: «La Curia chiede che siano liberati i locali dove il Csn ha sede adesso, potremmo spostare tutto in una colonica contigua, di proprietà Ciabatti. E' meglio utilizzare i volumi vecchi già esistenti».
Il direttore del Csn Gilberto Tozzi, nello stesso articolo, ha commentato positivamente la proposta: «Sarebbe la migliore collocazione, anche in relazione al progetto di porre il nostro museo nel sottosuolo dei terreni adiacenti la colonica, perché tutto il materiale non potrebbe trovare posto nella struttura indicata».
Come comitato "Per Maliseti. No cemento!" non possiamo che condividere l'affermazione "è meglio utilizzare i volumi vecchi già esistenti"; d'altra parte, se l'intenzione del Comune è riadattare a museo una colonica di proprietà privata, è lecito domandarsi come questo possa avvenire:
a) tramite l'istituto giuridico dell'esproprio per pubblica utilità, in virtù del quale la pubblica amministrazione può acquisire la proprietà di un bene, indipendentemente dalla volontà del suo proprietario, previo pagamento di un indennizzo;
b) tramite contratto di comodato o di locazione tra i proprietari della colonica e la Fondazione Csn, con oneri di ristrutturazione a carico del Comune di Prato;
c) tramite "baratto" con i proprietari della colonica, disposti a cedere la stessa per ottenere il cambio di destinazione d'uso, da agricolo a edificabile, dei terreni tra via Coppola, via del Gorello, e via San Martino per Galceti. Ci risulta che l'ultima versione del progetto allo studio dell'amministrazione comunale preveda in questi terreni la realizzazione di costruzioni per 40mila metri cubi di cemento; tale progetto, firmato anche dall'ambientalista Tozzi, comprometterebbe per sempre uno dei patrimoni ambientali e paesaggistici della città ed avrebbe conseguenze devastanti sul piano della viabilità e della qualità della vita nella frazione di Maliseti.
Il Comitato "Per Maliseti. No cemento!" continuerà a promuovere ogni iniziativa utile e necessaria finalizzata a contrastare il progetto di realizzazione di nuove costruzioni nei terreni attualmente a destinazione agricola ai piedi del Monteferrato compresi tra via Coppola, via del Gorello e via S.Martino per Galceti. L’area deve mantenere la sua connotazione agricola: non un solo metro cubo di cemento deve intaccare uno degli ultimi corridoi ecologici salvavita rimasti in una piana già densamente urbanizzata.
Il direttore del Csn Gilberto Tozzi, nello stesso articolo, ha commentato positivamente la proposta: «Sarebbe la migliore collocazione, anche in relazione al progetto di porre il nostro museo nel sottosuolo dei terreni adiacenti la colonica, perché tutto il materiale non potrebbe trovare posto nella struttura indicata».
Come comitato "Per Maliseti. No cemento!" non possiamo che condividere l'affermazione "è meglio utilizzare i volumi vecchi già esistenti"; d'altra parte, se l'intenzione del Comune è riadattare a museo una colonica di proprietà privata, è lecito domandarsi come questo possa avvenire:
a) tramite l'istituto giuridico dell'esproprio per pubblica utilità, in virtù del quale la pubblica amministrazione può acquisire la proprietà di un bene, indipendentemente dalla volontà del suo proprietario, previo pagamento di un indennizzo;
b) tramite contratto di comodato o di locazione tra i proprietari della colonica e la Fondazione Csn, con oneri di ristrutturazione a carico del Comune di Prato;
c) tramite "baratto" con i proprietari della colonica, disposti a cedere la stessa per ottenere il cambio di destinazione d'uso, da agricolo a edificabile, dei terreni tra via Coppola, via del Gorello, e via San Martino per Galceti. Ci risulta che l'ultima versione del progetto allo studio dell'amministrazione comunale preveda in questi terreni la realizzazione di costruzioni per 40mila metri cubi di cemento; tale progetto, firmato anche dall'ambientalista Tozzi, comprometterebbe per sempre uno dei patrimoni ambientali e paesaggistici della città ed avrebbe conseguenze devastanti sul piano della viabilità e della qualità della vita nella frazione di Maliseti.
Il Comitato "Per Maliseti. No cemento!" continuerà a promuovere ogni iniziativa utile e necessaria finalizzata a contrastare il progetto di realizzazione di nuove costruzioni nei terreni attualmente a destinazione agricola ai piedi del Monteferrato compresi tra via Coppola, via del Gorello e via S.Martino per Galceti. L’area deve mantenere la sua connotazione agricola: non un solo metro cubo di cemento deve intaccare uno degli ultimi corridoi ecologici salvavita rimasti in una piana già densamente urbanizzata.
martedì 11 gennaio 2011
Sarà la volta buona?
Mercoledì 2 febbraio alle ore 11:00 è stato fissato un nuovo appuntamento con il Vicesindaco del Comune di Prato Goffredo Borchi.
Intanto questa mattina una delegazione formata dai rappresentanti dei comitati "Per Maliseti. No cemento!" e "Galceti no cemento" è stata ricevuta a Palazzo Novellucci da Alessio Beltrame, Assessore provinciale al Territorio e pianificazione urbanistica ed alla Valorizzazione delle risorse naturali e aree protette. Un incontro costruttivo nel quale si è parlato delle competenze della Provincia sui temi della pianificazione urbanistica.
Intanto questa mattina una delegazione formata dai rappresentanti dei comitati "Per Maliseti. No cemento!" e "Galceti no cemento" è stata ricevuta a Palazzo Novellucci da Alessio Beltrame, Assessore provinciale al Territorio e pianificazione urbanistica ed alla Valorizzazione delle risorse naturali e aree protette. Un incontro costruttivo nel quale si è parlato delle competenze della Provincia sui temi della pianificazione urbanistica.
giovedì 16 dicembre 2010
Rinviato l'incontro con il Vicesindaco Borchi
In occasione del consiglio della Circoscrizione Nord dello scorso 24 novembre sul parco di Galceti, il primo contatto dopo mesi di silenzio da parte dell'amministrazione comunale che non ha mai risposto alle nostre lettere ed alla nostra raccolta firme, eravamo riusciti a strappare una promessa pubblica al Vicesindaco del Comune di Prato Goffredo Borchi: un incontro prima di Natale con le delegazioni dei comitati di Maliseti e Galceti.
Stamattina abbiamo purtroppo appreso che l'incontro, da tempo fissato per lunedì 21 dicembre, è saltato causa sopraggiunti impegni del Vicesindaco.
Stamattina abbiamo purtroppo appreso che l'incontro, da tempo fissato per lunedì 21 dicembre, è saltato causa sopraggiunti impegni del Vicesindaco.
Chiediamo di inserire l'area agricola tra Maliseti e Galceti nel costituendo Parco della Piena

Il Comitato "Per Maliseti. No Cemento!", su opportuna segnalazione di un gruppo di cittadini che sostengono la nostra iniziativa, ha scritto al Garante della comunicazione nel governo del territorio della Regione Toscana prof. Massimo Morisi per chiedere l'inserimento dell'area agricola compresa tra Maliseti e Galceti nel costituendo Parco della Piana.
Più che proporre l'inserimento dell'area nel Parco della Piano, ritiamo che sia impensabile ed irrazionale ESCLUDERE dal nascente Parco della piana decine di ettari di terreno, regolarmente coltivati, che sono di una bellezza eccezionale e rappresentano l'unica continuità ecologica rimasta fra pianura e montagna a nord di Prato: perchè a pieno diritto sono terreni facenti parte della pianura, che già contengono tutti i valori che l'istituzione del Parco si propone di ottenere solo in futuro da altre aree del nostro territorio. Rappresentano un importante tassello già in essere ed immediatamente fruibile, perciò a maggiore ragione vanno tutelati così come sono, nella loro esclusiva destinazione agricola e conservata struttura di appoderamento rurale toscano.
Ricordiamo che in questa fase tutti i cittadini, possono informarsi sulle attività di partecipazione e inviare osservazioni, commenti, spunti di riflessione e contributi scritti sul "parco della piana" scrivendo all'indirizzo: partecipazione@parcodellapiana.it
Cos'è il Parco della Piana: www.parcodellapiana.it
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