Il Consiglio di Amministrazione del Centro di Scienze Naturali, riunitosi ieri sera, ha deliberato che il Centro rimarrà chiuso al pubblico per interventi di manutenzione ed adeguamento.
Sarà comunque possibile effettuare visite guidate su prenotazione.
Per informazioni contattare il numero 0574 460503.
martedì 21 giugno 2011
martedì 7 giugno 2011
Lago Borro e Lago Bardena, dubbi degli esperti sull’utilità dei due invasi. I residenti temono l’invasione di zanzare
Un laghetto non abbastanza profondo per servire le operazioni degli elicotteri antincendio, che funziona da specchio d’acqua per dare un punto di riferimento agli uccelli migratori e – involontariamente – a migliaia di zanzare. Se il Centro di scienze naturali sta vivendo sotto la nuova gestione un tentativo di ricostruzione partendo dalle macerie fumanti dell’inchiesta giudiziaria, la sua valle potrebbe vivere – insieme agli abitanti di Maliseti – un’aggressione senza precedenti al suo territorio. Due sono i progetti in campo: la realizzazione del lago Bardena e del lago Borro di Galceti. Col dono della sintesi, i lavori vorrebbero mettere insieme una palude artificiale – zona umida – con un canale di bonifica, nello stesso posto, il Bardena. Conciliare l’inconiciliabile sembra la missione. E neppure a modico prezzo. Analizzando le carte dell’ufficio tecnico si scopre che il compimento del Bardena, devo avvenire entro il prossimo 4 settembre, per la ragguardevole cifra di 290mila euro. L’utilità secondo il Comune è di creare una fonte di supporto in caso di emergenza idrica e di impiego in caso di incendi. Ad una condizione: il lago dovrà misurare in profondità quattro metri, mentre secondo le prime stime informali il Bardena si fermerà a due metri d’altezza. Quando andrà bene: i due metri si toccheranno bene in inverno, meno della metà nel pieno della stagione degli incendi, l’estate.
Il borro di Galceti in fatto di grattacapi procurati all’amministrazione comunale non è da meno. La gara d’appalto del 18 novembre dell’anno scorso si è conclusa con un’azienda vincitrice, scoperta essere sprovvista dei requisiti indispensabili per eseguire i lavori. La ricaduta economica? Centotrentamila euro. Sì, ma sono soldi di un finanziamento regionale: è la facile obiezione. Anche se un geologo avveduto come Giovanni Pratesi – membro del comitato scientifico del Centro di scienze naturali – in una relazione nero su bianco dubita che stavolta la spesa sia sensata. “I bacini d’espansione – scrive in data 8 aprile – vengono solitamente realizzati in aree che presentano una conformazione tale da ridurre al minimo le spese per la costruzione dell’opera – invece – nel caso specifico si renderebbe necessario un consistente sbancamento e susseguente movimentazione di terra”.
Già, la terra. Le immagini offerte dai trattori escavatori sono di cumuli di humus scalzati, segno della chiara vocazione agricola dell’area. Fosse solo questo il problema. Il guaio è che l’humus viene sacrificato per una zona umida, considerata dalla comunità scientifica – secondo il racconto di Pratesi – “unanimemente” di scarso interesse. Peggio ancora. Essendo paludoso il Bardena potrebbe diventare il paradiso artificiale di migliaia di zanzare, che logicamente eleggerebbero le vicine abitazioni di Maliseti riserva di caccia. “Sarebbe opportuno almeno ottenere una relazione di Gilberto Tozzi” è stata l’idea ad un certo punto di Pratesi. Del tutto appropriata peraltro.
Il Bardena è l’estratto di un progetto ben più ampio – una sorta di Disneyland zootecnica con dinosauri di plastica e villaggi di palafitte – dell’ex direttore del Csn generato sotto la giunta Romagnoli e approvato in via definitiva dalla giunta Cenni. Un buon motivo per assistere al silenzio bipartisan della politica, ma sul fronte della maggioranza qualcosa si sta muovendo. Giovedì scorso dietro la pressione del consigliere comunale dell’Udc Antonio Longo – che ha minacciato di sottoporlo in aula ad un’imbarazzante interrogazione – l’assessore all’ambiente Goffredo Borchi ha promesso lo stop dei lavori. Vero per il lago Borro, falso per il lago Bardena, dove gli scavi continuano sotto gli occhi vigili dei residenti di Maliseti.
Carlandrea Adam Poli - Notizie di Prato
Il borro di Galceti in fatto di grattacapi procurati all’amministrazione comunale non è da meno. La gara d’appalto del 18 novembre dell’anno scorso si è conclusa con un’azienda vincitrice, scoperta essere sprovvista dei requisiti indispensabili per eseguire i lavori. La ricaduta economica? Centotrentamila euro. Sì, ma sono soldi di un finanziamento regionale: è la facile obiezione. Anche se un geologo avveduto come Giovanni Pratesi – membro del comitato scientifico del Centro di scienze naturali – in una relazione nero su bianco dubita che stavolta la spesa sia sensata. “I bacini d’espansione – scrive in data 8 aprile – vengono solitamente realizzati in aree che presentano una conformazione tale da ridurre al minimo le spese per la costruzione dell’opera – invece – nel caso specifico si renderebbe necessario un consistente sbancamento e susseguente movimentazione di terra”.
Già, la terra. Le immagini offerte dai trattori escavatori sono di cumuli di humus scalzati, segno della chiara vocazione agricola dell’area. Fosse solo questo il problema. Il guaio è che l’humus viene sacrificato per una zona umida, considerata dalla comunità scientifica – secondo il racconto di Pratesi – “unanimemente” di scarso interesse. Peggio ancora. Essendo paludoso il Bardena potrebbe diventare il paradiso artificiale di migliaia di zanzare, che logicamente eleggerebbero le vicine abitazioni di Maliseti riserva di caccia. “Sarebbe opportuno almeno ottenere una relazione di Gilberto Tozzi” è stata l’idea ad un certo punto di Pratesi. Del tutto appropriata peraltro.
Il Bardena è l’estratto di un progetto ben più ampio – una sorta di Disneyland zootecnica con dinosauri di plastica e villaggi di palafitte – dell’ex direttore del Csn generato sotto la giunta Romagnoli e approvato in via definitiva dalla giunta Cenni. Un buon motivo per assistere al silenzio bipartisan della politica, ma sul fronte della maggioranza qualcosa si sta muovendo. Giovedì scorso dietro la pressione del consigliere comunale dell’Udc Antonio Longo – che ha minacciato di sottoporlo in aula ad un’imbarazzante interrogazione – l’assessore all’ambiente Goffredo Borchi ha promesso lo stop dei lavori. Vero per il lago Borro, falso per il lago Bardena, dove gli scavi continuano sotto gli occhi vigili dei residenti di Maliseti.
Carlandrea Adam Poli - Notizie di Prato
mercoledì 4 maggio 2011
Bicchi a La Nazione: «Scelta la nuova sede del Csn»
Pamela Bicchi, neopresidente della Fondazione Csn, ha risposto ad alcune domande formulate dai lettori de "La Nazione".
E' vero che il Csn cambierà sede? (Gianna, Prato)
«E' una bella rogna... ma sì, esiste una trattativa lunga, portata avanti dagli Enti interessati: Comune e Curia. Il Csn è una pedina, ma la partita la giocano loro. Diciamo una cosa chiara: il Csn è fatiscente, inadeguato, pieno di barriere architettoniche. E poi c'è poco da discutere: la Curia rivuole la sua proprietà. Quindi ci saranno dei cambiamenti importanti: prima di tutto, diciamo grazie al grande lavoro dell'architetto Centauro e dei tecnici che porteranno avanti il progetto che riguarda gli esterni. Risistemeremo e rimetteremo a norma gabbie, volieri, recinti. Poi ci sarà il trasloco del centro direzionale del Csn, che sarà spostato nel "Foyer europeo" in legno, nella parte di proprietà comunale che oggi non è accessibile al pubblico. E comunque non siamo per dei lavori molto invasivi, valorizzeremo l'esistente, senza cambiare troppo. Un principio deve essere chiaro: una parte del parco deve rimanere ai pratesi. Un'idea mi piacerebbe realizzarla: un'aula didattica chiusa, utilizzabile anche d'inverno...»
Cosa ne sarà del bel museo di Galceti? (Filippo, Montemurlo)
«Lei tocca un tasto delicato. E' un problema. E' in corso una trattativa con i privatiper la colonica vicino al centro, sarebbe la sua sede naturale, permetterebbe anche un incremento turistico. Spero che la proprietà si metta la mano sul cuore: la città ha bisogno di segnali importanti. Comunque, nel frattempo, abbiamo preso in esame la possibilità di spostare temporaneamente il museo in centro, solo per il tempo necessario. Non è la collocazione ideale, ma bisogna fare di necessità virtù...»
E' vero che il Csn cambierà sede? (Gianna, Prato)
«E' una bella rogna... ma sì, esiste una trattativa lunga, portata avanti dagli Enti interessati: Comune e Curia. Il Csn è una pedina, ma la partita la giocano loro. Diciamo una cosa chiara: il Csn è fatiscente, inadeguato, pieno di barriere architettoniche. E poi c'è poco da discutere: la Curia rivuole la sua proprietà. Quindi ci saranno dei cambiamenti importanti: prima di tutto, diciamo grazie al grande lavoro dell'architetto Centauro e dei tecnici che porteranno avanti il progetto che riguarda gli esterni. Risistemeremo e rimetteremo a norma gabbie, volieri, recinti. Poi ci sarà il trasloco del centro direzionale del Csn, che sarà spostato nel "Foyer europeo" in legno, nella parte di proprietà comunale che oggi non è accessibile al pubblico. E comunque non siamo per dei lavori molto invasivi, valorizzeremo l'esistente, senza cambiare troppo. Un principio deve essere chiaro: una parte del parco deve rimanere ai pratesi. Un'idea mi piacerebbe realizzarla: un'aula didattica chiusa, utilizzabile anche d'inverno...»
Cosa ne sarà del bel museo di Galceti? (Filippo, Montemurlo)
«Lei tocca un tasto delicato. E' un problema. E' in corso una trattativa con i privatiper la colonica vicino al centro, sarebbe la sua sede naturale, permetterebbe anche un incremento turistico. Spero che la proprietà si metta la mano sul cuore: la città ha bisogno di segnali importanti. Comunque, nel frattempo, abbiamo preso in esame la possibilità di spostare temporaneamente il museo in centro, solo per il tempo necessario. Non è la collocazione ideale, ma bisogna fare di necessità virtù...»
venerdì 29 aprile 2011
Finisce l'era Tozzi. Fiorenzo Gei nuovo direttore del CSN
Finisce in maniera ufficiale l’era Tozzi al Centro di scienze naturali di Galceti. Fiorenzo Gei, ex insegnante pratese di tecniche di laboratorio alle scuole superiori, sostituirà infatti Gilberto Tozzi alla direzione del Csn. Lo ha deciso il nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione che sovraintende al parco naturale.
Il cambio della guardia avviene dopo oltre quarant’anni di direzione di Gilberto Tozzi, fondatore del Csn, finito al centro di uno scandalo che la scorsa estate ha visto aprire un fascicolo di indagine contro di lui per esercizio abusivo della professione veterinaria. Il nuovo Cda della fondazione, nominato a gennaio e guidato dal presidente Pamela Bicchi, ha cercato di tracciare una nuova rotta: dopo tre mesi di consultazioni e programmi è arrivato il nome del nuovo direttore, Fiorenzo Gei, che stava ricoprendo il ruolo di consigliere nel nuovo CdA. Il presidente Pamela Bicchi parla di ”passaggio epocale, dopo una gestione che dura dalla nascita del centro stesso”. Poi spiega: ”Senza i signori Tozzi noi adesso non saremmo qui a parlare del Csn e del suo futuro. Dobbiamo necessariamente ricordare che il Csn appartiene alla città”. Pamela Bicchi non vuole entrare nel merito dell’inchiesta per rispettare la magistrature e le parti, ma riguardo al passato spiega: ”Questo nuovo Consiglio si trova a dover traghettare il centro in questa nuova fase della sua storia, fase che richiede obbligatoriamente coraggio, scelte precise ed a volte anche dolorose. Sì, perché è chiaro a tutti noi, come questa vera e propria istituzione abbia sofferto purtroppo di un male comune riscontrato anche in altre parti importanti della città; l’esser stata lasciata da sola”. Fonte: Notizie di Prato
Il cambio della guardia avviene dopo oltre quarant’anni di direzione di Gilberto Tozzi, fondatore del Csn, finito al centro di uno scandalo che la scorsa estate ha visto aprire un fascicolo di indagine contro di lui per esercizio abusivo della professione veterinaria. Il nuovo Cda della fondazione, nominato a gennaio e guidato dal presidente Pamela Bicchi, ha cercato di tracciare una nuova rotta: dopo tre mesi di consultazioni e programmi è arrivato il nome del nuovo direttore, Fiorenzo Gei, che stava ricoprendo il ruolo di consigliere nel nuovo CdA. Il presidente Pamela Bicchi parla di ”passaggio epocale, dopo una gestione che dura dalla nascita del centro stesso”. Poi spiega: ”Senza i signori Tozzi noi adesso non saremmo qui a parlare del Csn e del suo futuro. Dobbiamo necessariamente ricordare che il Csn appartiene alla città”. Pamela Bicchi non vuole entrare nel merito dell’inchiesta per rispettare la magistrature e le parti, ma riguardo al passato spiega: ”Questo nuovo Consiglio si trova a dover traghettare il centro in questa nuova fase della sua storia, fase che richiede obbligatoriamente coraggio, scelte precise ed a volte anche dolorose. Sì, perché è chiaro a tutti noi, come questa vera e propria istituzione abbia sofferto purtroppo di un male comune riscontrato anche in altre parti importanti della città; l’esser stata lasciata da sola”. Fonte: Notizie di Prato
venerdì 18 febbraio 2011
Borchi al Metastasio risponde ad una domanda sul CSN
Goffredo Parretti, Luca Tofani e Luciana Becherini chiedono: Cosa ne sarà dell’area del Centro di Scienze Naturali di Galceti. Perché cementificarla? E’ aperto un cantiere per la costruzione di bifamiliari, perché è stata scelta questa direzione?
L'Assessore all’Ambiente Goffredo Borchi ha risposto così: “Ecco un’altra questione su cui prevale una cattiva informazione, anzi una volontà precisa di fare cattiva informazione. E’ bene ricordare che il progetto per il parco di Galceti che oggi incute timori, fu presentato alla giunta Romagnoli, vagilato dall’amministrazione Romagnoli, bocciato dalla Commissione consiliare della quale io e l’attuale assessore all’Urbanistica Gianni Cenni facevamo parte, naturalmente all’opposizione. Un progetto, insomma, morto e sepolto. La nostra intenzione è stata anzitutto quella di capire, approfondire e valutare le vere intenzioni dei vari proprietari che stanno intorno all’area. Per fare questo è stato aperto un tavolo che, dopo svariati incontri, è stato chiuso praticamente con un nulla di fatto. Ora si sta lavorando ad una ipotesi minore rispetto a quella iniziale, con cui si potrà dare nuova vita al Centro di Scienze Naturali che ha molti bisogni. E’ al vaglio un lavoro di ricucitura di aspetti che nel tempo si sono degradati e mi riferisco anche al museo e alla struttura. Tra l’altro si tratta di una proprietà della Curia la quale ci chiede di tornarne in possesso e quindi c’è da spostare il Centro e già abbiamo individuato almeno un’alternativa su una proprietà comunale”.
L'Assessore all’Ambiente Goffredo Borchi ha risposto così: “Ecco un’altra questione su cui prevale una cattiva informazione, anzi una volontà precisa di fare cattiva informazione. E’ bene ricordare che il progetto per il parco di Galceti che oggi incute timori, fu presentato alla giunta Romagnoli, vagilato dall’amministrazione Romagnoli, bocciato dalla Commissione consiliare della quale io e l’attuale assessore all’Urbanistica Gianni Cenni facevamo parte, naturalmente all’opposizione. Un progetto, insomma, morto e sepolto. La nostra intenzione è stata anzitutto quella di capire, approfondire e valutare le vere intenzioni dei vari proprietari che stanno intorno all’area. Per fare questo è stato aperto un tavolo che, dopo svariati incontri, è stato chiuso praticamente con un nulla di fatto. Ora si sta lavorando ad una ipotesi minore rispetto a quella iniziale, con cui si potrà dare nuova vita al Centro di Scienze Naturali che ha molti bisogni. E’ al vaglio un lavoro di ricucitura di aspetti che nel tempo si sono degradati e mi riferisco anche al museo e alla struttura. Tra l’altro si tratta di una proprietà della Curia la quale ci chiede di tornarne in possesso e quindi c’è da spostare il Centro e già abbiamo individuato almeno un’alternativa su una proprietà comunale”.
venerdì 11 febbraio 2011
Istituito il Consiglio scientifico per la tutela e lo sviluppo dei parchi
E' stato istituito il Consiglio scientifico cittadino per la tutela e lo sviluppo dei parchi: ne faranno parte, in questa prima fase, undici esperti "nel campo delle scienze naturali e della terra, dell’architettura e del paesaggio, dell’archeologia e della land art", che opereranno in stretta collaborazione fra loro e con gli uffici comunali preposti e, in particolare, con il sindaco e l’assessore all’Ambiente.
L'istituzione del nuovo organismo è stata deliberata dalla Giunta comunale interessata a dotarsi del supporto di un autorevole e competente gruppo di esperti che possano interagire con l’Amministrazione Comunale, sia a livello consultivo che operativo, nella gestione per la salvaguardia, la promozione e la valorizzazione delle aree verdi del territorio.
"Il territorio comunale di Prato - ha spiegato il vice-sindaco e assessore all'Abiente Goffredo Borchi -, oltre alle valenze socio-economiche che lo hanno connotato come distretto industriale primario nel panorama nazionale, è caratterizzato da un diffuso patrimonio ambientale e storico-paesaggistico che si concretizza in un articolato sistema di parchi. Per consentire lo sviluppo di tutte le attività che in queste aree possono essere intraprese abbiamo sentito l'esigenza di avvalerci del supporto di un gruppo di esperti in grado di preservare e valorizzare il rilevante interesse naturalistico, agro-rurale, archeologico e storico del nostro patrimonio ambientale".
Il Consiglio scientifico opererà a supporto dell’intero sistema dei parchi municipali che comprende le aree protette del parco delle Cascine di Tavola, del Monteferrato e della Calvana, l’ambito territoriale di Gonfienti e il parco fluviale del Bisenzio, tutte aree che presentano caratteristiche differenziate sia da un punto di vista morfologico- paesaggistico che storico- culturale, sia per la flora e fauna presenti.
A questi ambiti territoriali già istituzionalizzati, o in corso di istituzionalizzazione, come l’area archeologica di Gonfienti e il parco fluviale del Bisenzio, si aggiungeranno altri territori di non inferiore rilevanza quali l’oasi naturalistica e faunistica delle Pantanelle, il museo della Pace e il museo all’aperto dell’Arte e della Sculture che dovrà sorgere a Prato Est in prossimità del centro d’Arte Contemporanea, e altri che potranno aggiungersi per la riqualificazione e la rigenerazione ambientale ed artistica del territorio pratese. In questi luoghi la presenza di installazioni e opere d’arte assumerà un ruolo strategico per la valorizzazione degli stessi parchi.
Agli esperti del Consiglio scientifico spetterà il compito di svolgere attività di di studio e monitoraggio, di ricerca e di analisi, di indirizzo, relative alle problematiche di carattere ambientale, territoriale, storico-artistico, culturale, archeologico, naturalistico e per la difesa della flora e fauna. Non percepiranno alcuna indennità, ma si prevede un rimborso spese.
I componenti del consiglio sono nominati dal sindaco. Questi i nominativi di coloro che ne faranno parte: Marco Bastogi (geologo), Federico Maetzke (forestale), Giovanni Pratesi (geologo), Andrea Passini (scienze naturali), Fiorenzo Gei (chimico/speleologo), Giuseppe Centauro (architetto, paesaggista, storico del territorio e conservatore), Maurizio Marinozzi (veterinario), Giuliano Gori (collezionista ed esperto d'arte), Francesco Cervasio (ricercatore universitario), Michelangelo Zecchini (archeologo),Christian Corda (matematico, fisico). La durata in carica del Consiglio corrisponde alla durata del mandato del sindaco.
L'istituzione del nuovo organismo è stata deliberata dalla Giunta comunale interessata a dotarsi del supporto di un autorevole e competente gruppo di esperti che possano interagire con l’Amministrazione Comunale, sia a livello consultivo che operativo, nella gestione per la salvaguardia, la promozione e la valorizzazione delle aree verdi del territorio.
"Il territorio comunale di Prato - ha spiegato il vice-sindaco e assessore all'Abiente Goffredo Borchi -, oltre alle valenze socio-economiche che lo hanno connotato come distretto industriale primario nel panorama nazionale, è caratterizzato da un diffuso patrimonio ambientale e storico-paesaggistico che si concretizza in un articolato sistema di parchi. Per consentire lo sviluppo di tutte le attività che in queste aree possono essere intraprese abbiamo sentito l'esigenza di avvalerci del supporto di un gruppo di esperti in grado di preservare e valorizzare il rilevante interesse naturalistico, agro-rurale, archeologico e storico del nostro patrimonio ambientale".
Il Consiglio scientifico opererà a supporto dell’intero sistema dei parchi municipali che comprende le aree protette del parco delle Cascine di Tavola, del Monteferrato e della Calvana, l’ambito territoriale di Gonfienti e il parco fluviale del Bisenzio, tutte aree che presentano caratteristiche differenziate sia da un punto di vista morfologico- paesaggistico che storico- culturale, sia per la flora e fauna presenti.
A questi ambiti territoriali già istituzionalizzati, o in corso di istituzionalizzazione, come l’area archeologica di Gonfienti e il parco fluviale del Bisenzio, si aggiungeranno altri territori di non inferiore rilevanza quali l’oasi naturalistica e faunistica delle Pantanelle, il museo della Pace e il museo all’aperto dell’Arte e della Sculture che dovrà sorgere a Prato Est in prossimità del centro d’Arte Contemporanea, e altri che potranno aggiungersi per la riqualificazione e la rigenerazione ambientale ed artistica del territorio pratese. In questi luoghi la presenza di installazioni e opere d’arte assumerà un ruolo strategico per la valorizzazione degli stessi parchi.
Agli esperti del Consiglio scientifico spetterà il compito di svolgere attività di di studio e monitoraggio, di ricerca e di analisi, di indirizzo, relative alle problematiche di carattere ambientale, territoriale, storico-artistico, culturale, archeologico, naturalistico e per la difesa della flora e fauna. Non percepiranno alcuna indennità, ma si prevede un rimborso spese.
I componenti del consiglio sono nominati dal sindaco. Questi i nominativi di coloro che ne faranno parte: Marco Bastogi (geologo), Federico Maetzke (forestale), Giovanni Pratesi (geologo), Andrea Passini (scienze naturali), Fiorenzo Gei (chimico/speleologo), Giuseppe Centauro (architetto, paesaggista, storico del territorio e conservatore), Maurizio Marinozzi (veterinario), Giuliano Gori (collezionista ed esperto d'arte), Francesco Cervasio (ricercatore universitario), Michelangelo Zecchini (archeologo),Christian Corda (matematico, fisico). La durata in carica del Consiglio corrisponde alla durata del mandato del sindaco.
martedì 25 gennaio 2011
Pamela Bicchi è la nuova presidente del Centro di Scienze naturali di Galceti
E' Pamela Bicchi, consigliera circoscrizionale del Quartiere sud nelle file del Pdl, la nuova presidente del Centro di Scienze naturali di Galceti. La nomina è stata fatta oggi dal sindaco Roberto Cenni, che ha designato anche gli altri quattro rappresentanti del Comune che siederanno nel consiglio di amministrazione della fondazione in qualità di consiglieri: Roberto Agostini, Fiorenzo Gei, Mauro Lazzeri e Nicola Longo.
Pamela Bicchi, nata a Prato, ha 41 anni, è perito chimico-industriale e lavora presso un'azienda tessile pratese. In passato ha ricoperto un incarico anche per la Facoltà di Chimica dell'Università di Firenze. Si è candidata per la prima volta nelle elezioni comunali del 2009 venendo eletta consigliera della Circoscrizione sud. Tra gli hobby, è un'esperta di enogastronomia ed è sommelier degustatore ufficiale.
Pamela Bicchi, nata a Prato, ha 41 anni, è perito chimico-industriale e lavora presso un'azienda tessile pratese. In passato ha ricoperto un incarico anche per la Facoltà di Chimica dell'Università di Firenze. Si è candidata per la prima volta nelle elezioni comunali del 2009 venendo eletta consigliera della Circoscrizione sud. Tra gli hobby, è un'esperta di enogastronomia ed è sommelier degustatore ufficiale.
lunedì 24 gennaio 2011
Cenni: «La sede del Csn in una colonica a Galceti». Una semplice domanda...
Sull'edizione di sabato 22 gennaio del quotidiano "La Nazione", sempre ben informato sulle intenzioni dell'attuale amministrazione comunale, in una box a pagina 4 si riportano alcune considerazioni del sindaco Cenni: «La Curia chiede che siano liberati i locali dove il Csn ha sede adesso, potremmo spostare tutto in una colonica contigua, di proprietà Ciabatti. E' meglio utilizzare i volumi vecchi già esistenti».
Il direttore del Csn Gilberto Tozzi, nello stesso articolo, ha commentato positivamente la proposta: «Sarebbe la migliore collocazione, anche in relazione al progetto di porre il nostro museo nel sottosuolo dei terreni adiacenti la colonica, perché tutto il materiale non potrebbe trovare posto nella struttura indicata».
Come comitato "Per Maliseti. No cemento!" non possiamo che condividere l'affermazione "è meglio utilizzare i volumi vecchi già esistenti"; d'altra parte, se l'intenzione del Comune è riadattare a museo una colonica di proprietà privata, è lecito domandarsi come questo possa avvenire:
a) tramite l'istituto giuridico dell'esproprio per pubblica utilità, in virtù del quale la pubblica amministrazione può acquisire la proprietà di un bene, indipendentemente dalla volontà del suo proprietario, previo pagamento di un indennizzo;
b) tramite contratto di comodato o di locazione tra i proprietari della colonica e la Fondazione Csn, con oneri di ristrutturazione a carico del Comune di Prato;
c) tramite "baratto" con i proprietari della colonica, disposti a cedere la stessa per ottenere il cambio di destinazione d'uso, da agricolo a edificabile, dei terreni tra via Coppola, via del Gorello, e via San Martino per Galceti. Ci risulta che l'ultima versione del progetto allo studio dell'amministrazione comunale preveda in questi terreni la realizzazione di costruzioni per 40mila metri cubi di cemento; tale progetto, firmato anche dall'ambientalista Tozzi, comprometterebbe per sempre uno dei patrimoni ambientali e paesaggistici della città ed avrebbe conseguenze devastanti sul piano della viabilità e della qualità della vita nella frazione di Maliseti.
Il Comitato "Per Maliseti. No cemento!" continuerà a promuovere ogni iniziativa utile e necessaria finalizzata a contrastare il progetto di realizzazione di nuove costruzioni nei terreni attualmente a destinazione agricola ai piedi del Monteferrato compresi tra via Coppola, via del Gorello e via S.Martino per Galceti. L’area deve mantenere la sua connotazione agricola: non un solo metro cubo di cemento deve intaccare uno degli ultimi corridoi ecologici salvavita rimasti in una piana già densamente urbanizzata.
Il direttore del Csn Gilberto Tozzi, nello stesso articolo, ha commentato positivamente la proposta: «Sarebbe la migliore collocazione, anche in relazione al progetto di porre il nostro museo nel sottosuolo dei terreni adiacenti la colonica, perché tutto il materiale non potrebbe trovare posto nella struttura indicata».
Come comitato "Per Maliseti. No cemento!" non possiamo che condividere l'affermazione "è meglio utilizzare i volumi vecchi già esistenti"; d'altra parte, se l'intenzione del Comune è riadattare a museo una colonica di proprietà privata, è lecito domandarsi come questo possa avvenire:
a) tramite l'istituto giuridico dell'esproprio per pubblica utilità, in virtù del quale la pubblica amministrazione può acquisire la proprietà di un bene, indipendentemente dalla volontà del suo proprietario, previo pagamento di un indennizzo;
b) tramite contratto di comodato o di locazione tra i proprietari della colonica e la Fondazione Csn, con oneri di ristrutturazione a carico del Comune di Prato;
c) tramite "baratto" con i proprietari della colonica, disposti a cedere la stessa per ottenere il cambio di destinazione d'uso, da agricolo a edificabile, dei terreni tra via Coppola, via del Gorello, e via San Martino per Galceti. Ci risulta che l'ultima versione del progetto allo studio dell'amministrazione comunale preveda in questi terreni la realizzazione di costruzioni per 40mila metri cubi di cemento; tale progetto, firmato anche dall'ambientalista Tozzi, comprometterebbe per sempre uno dei patrimoni ambientali e paesaggistici della città ed avrebbe conseguenze devastanti sul piano della viabilità e della qualità della vita nella frazione di Maliseti.
Il Comitato "Per Maliseti. No cemento!" continuerà a promuovere ogni iniziativa utile e necessaria finalizzata a contrastare il progetto di realizzazione di nuove costruzioni nei terreni attualmente a destinazione agricola ai piedi del Monteferrato compresi tra via Coppola, via del Gorello e via S.Martino per Galceti. L’area deve mantenere la sua connotazione agricola: non un solo metro cubo di cemento deve intaccare uno degli ultimi corridoi ecologici salvavita rimasti in una piana già densamente urbanizzata.
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